
Rigettiamo le affermazioni del Sindaco in tema di Sindaci-sceriffo. Tutti sanno che i provvedimenti del governo non hanno alcun effetto pratico ma servono solo a dare una sicurezza psicologica ma non reale ai cittadini, dopo anni e anni di martellanti campagne contro la criminalità quotidiana che, al di là delle sensazioni, è in costante diminuzione e non già grazie alle azioni dei governi o dei Sindaci-sceriffi ma grazie all’azione delle forze dell’ordine (repressione) e delle politiche sociali (prevenzione).
Visto che questo governo e questa giunta le politiche sociali le stanno affondando, mettono in atto provvedimenti sciocchi e inutili per tentare di rimediare alla loro incapacità di costruire rapporti positivi fra le diverse etnie e fra le diverse componenti sociali. Pensare che si possa arginare la criminalità affidando ad un consigliere comunale il coordinamento delle politiche per la sicurezza è pura demagogia, visto che tale coordinamento spetta al prefetto e ai responsabili delle forze dell’ordine.
Con l’ordinanza di divieto di stazionamento in centro per la povera gente il sindaco ha affermato “di aver eliminato il problema di quelle persone che sostavano impropriamente in luoghi pubblici riducendoli a dei veri e propri immondezzai”: caro Sindaco con quella indecente ordinanza sono state eliminate le persone, non il problema.
Ed è solo grazie all’Opera Padre Pio del Convento di San Paterniano, a Casa Betania e ad altre iniziative di volontariato che queste persone, rifiutate dall’amministrazione comunale che avrebbe il compito di prendersene cura, hanno trovato un ricovero ed un aiuto.

Quella dei sindaci sceriffo e una Berlusconata ed non ha nessun effetto pratico e neanche teorico, ma solo di facciata come un spot televisivo che lui sa far bene. Perché invece di togliere finanziamenti alle forze dell’ordine non si potenziano queste ultime? Come lui ha sempre detto ma che poi non fa.
Due aggressioni naziskin nella stessa notte: ecco la vera emergenza.
Venerdì 8 agosto, dopo aver letto sulla stampa locale le ampie
cronache dedicate all’aggressione avvenuta nel comune di Fano ad opera
di un gruppo di sette o otto naziskin nei confronti di alcuni giovani,
ci siamo resi conto che qualcosa non funzionava. Infatti mentre il
Carlino si riferiva a due giovani trentenni aggrediti, il Messaggero
si riferiva a tre ragazzi più giovani, uno dei quali ancora ricoverato
in ospedale. Discordanze macroscopiche tra i resoconti? E’ bastato
condurre una piccola indagine per accorgersi che il Messaggero si
riferiva alla prima aggressione, il Carlino alla seconda, avvenute
nello stesso posto a distanza di meno di un’ora, compiute dallo stesso
gruppo di picchiatori che evidentemente non erano contenti di aver
commesso la prima “bravata” e volevano concludere la serata
divertendosi a mandare qualcun altro in ospedale.
Due episodi di efferate aggressioni squadristiche senza nessuna
motivazione, successi in meno di un’ora nello stesso posto e compiute
dallo stesso gruppo di naziskin, senza alcun intervento delle forze
dell’ ordine già allertate dai primi aggrediti, costituiscono un fatto
gravissimo e piuttosto inquietante.
Sabato 9 agosto la stampa locale dedica uno spazio molto ridotto
all’accaduto riportando la solidarietà di alcune forze politiche nei
confronti degli aggrediti e la condanna per l’aggressione, il
Messaggero accenna alle indagini dei carabinieri, ma si parla solo dei
due trentenni.
Tutto qui. Nessuno ha compiuto la nostra piccola indagine, nemmeno le
forze dell’ordine hanno condotto un’indagine più accurata, tutti si
sono affrettati ad archiviare il caso, esattamente come quelli
precedenti. Per tutti i problemi sono altri.
La Rete Antifascista provinciale è invece molto preoccupata da questo
fenomeno che sta avviandosi da tempo verso una china pericolosa,
pertanto sollecita le forze politiche della sinistra locale a
richiedere un incontro urgente al Prefetto e al Questore per conoscere
lo stato delle indagini degli episodi accaduti nei mesi precedenti a
Pesaro e a Fano, dei quali nulla si è più saputo, per sollecitare
l’apertura di un’indagine seria nei confronti di questo nuovo duplice
episodio di aggressione e per conoscere quali strategie stanno
mettendo in atto per fronteggiare la crescente pericolosità dei gruppi
naziskin.
Si richiede inoltre un incontro al sindaco di Fano e al sindaco di
Pesaro per conoscere quali iniziative intendono prendere perché il
territorio dei due comuni più popolosi non diventi terra da pascolo di
scorribande impunite da parte di gruppi nazifascisti.
Il fenomeno della minaccia neonazista nel nostro territorio,
denunciato fin nel suo primo apparire dalla Rete Antifascista, è stato
a lungo sottovalutato da molti, proprio per questo sta ora dilagando e
sta diventando la vera emergenza della nostra provincia per quanto
riguarda la sicurezza. Perdere altro tempo nel contrastarlo con le
dovute misure sarebbe molto grave e imperdonabile. Non vogliamo che ci
scappi il morto. Prima l’episodio del ragazzino aggredito davanti
all’ospedale di Pesaro solo perché indossava la maglietta del Che da
un gruppo naziskin calato in città per intervenire a suo modo contro
la preannunciata manifestazione a favore dei nomadi (nel frattempo
revocata) e in cerca di una vittima qualunque da aggredire, così tanto
per non tornarsene a casa senza aver lasciato il proprio segno di
inciviltà. Poi questa duplice aggressione senza alcuna motivazione
stanno a dimostrare che la deriva di Verona non è lontana. In una
provincia che dopo la Liberazione mai aveva dovuto fronteggiare un
fenomeno così preoccupante.
Invitiamo tutta la cittadinanza alla massima vigilanza e a reagire
prontamente, come per fortuna è successo quasi un mese fa a Pesaro
riuscendo ad evitare il peggio, anche alle prime avvisaglie di queste
aggressioni in difesa delle vittime, sempre finora in grande
sproporzione numerica”.
La Rete Antifascista Provinciale