Perugina Nestlè

La vicenda della Perugina-Nestlè al Carnevale di Fano continua a tenere desta l’attenzione di politici e cittadini.
Il consigliere comunale dell’UDC Pierino Cecchi invita ad occuparsi di cose più importanti, come se lui non fosse fra i firmatari della mozione che ha scatenato tutta la discussione di questi giorni: prima lancia il sasso poi nasconde la mano.
L’ex presidente dell’Ente Manifestazioni Margherita Campanella non si preoccupa minimamente di quanto ha fatto e fa la Nestlè e vuole il rientro dei baci Perugina perchè , dice, “sono cresciuta a poche centinaia di metri dallo stabilimento di San Sisto, da cui ogni giorno è tuttora possibile respirare il buon profumo del cioccolato”. Come non commuoversi di fronte ad una motivazione così forte? Ora i misfatti della Nestlè ci appaiono davvero ben poca cosa, sopraffatti dal fragrante profumo del cioccolato.
C’è poi il surreale intervento del presidente del consiglio Alberto Santorelli al quale l’unica attenuante che riconosciamo è la sua giovane età. Santorelli scopre solo oggi, si potrebbe dire “grazie ai nostri interventi di consiglieri di minoranza”, che nel mondo ci sono tantissime multinazionali che violano le regole sindacali, inquinano l’ambiente e provocano gravi danni alla salute delle popolazioni locali, sfruttano il lavoro minorile ecc. E come un bambino che per la prima volta vede il mare, scopre che la Total finanzia il governo dittatoriale Birmano e che la Mitsubishi devasta le foreste tropicali, la Nike sfrutta il lavoro minorile e la Esso si oppone al protocollo di Kioto. Dunque, conclude il nostro presidente, chi si salva? E perchè boicottare solo la Nestlè? Come dire, tutti colpevoli, nessun colpevole. Arriva persino, il nostro, ad accusarci di non aver mai detto una parola sulle tante multinazionali che hanno comportamenti scorretti e inaccettabili. Ma dove era il Presidente in questi anni? Vista la sua giovane età, probabilmente giocava ancora ai soldatini, ma ora che è grande bisogna che si renda conto che è capitato in un mondo pieno di ingiustizie, di fronte alle quali ciascuno può fare qualcosa invece che accettarle passivamente. Se dunque il Presidente si accorgesse che altre multinazionali hanno “subito condanne da parte di organismi delle Nazioni Unite per il non rispetto di codici etici”, come recita il nostro statuto comunale, è pregato di comunicarlo alla giunta comunale, in modo che si interrompa subito ogni rapporto. Come si dovrebbe fare con la Nestlè.
Il boicottaggio delle Nestlè a Fano stava languendo, ora ha ripreso insperato vigore e molti cittadini non possono più dire “non lo sapevo”: grazie, consiglieri di maggioranza.

Bene Comune

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