Acqua pubblica: facciamo chiarezza.

Stento a credere che una persona che è il presidente di ASET Holding possa aver scritto tanti strafalcioni in una unica e-mail; o si  si tratta di malafede?
Pazientemente provo a ricostruire i fatti.
Bene Comune, per primo e da solo, nel febbraio 2005 lancia iniziative a favore dell’acqua pubblica. Questa azione blocca l’intenzione della giunta Aguzzi di privatizzare l’acqua (il Sindaco Aguzzi più volte aveva manifestato questa intenzione e se non si fosse vinto il referendum sono convinto che Aguzzi l’avrebbe privatizzata senza rimpianti).
Successivamente anche gli altri partiti del centro-sinistra e La Tua Fano si impegnano per l’acqua pubblica, passando attraverso la raccolta di firme per la legge di iniziativa popolare, la campagna refendaria e lo straordinario successo del referendum.
A questo punto in tutta Italia i comitati per l’acqua pubblica si chiedono quale sia la strada migliore da intraprendere per ottenere davvero la garanzia che l’acqua resti totalmente pubblica e sia gestita con criteri di trasparenza e partecipazione.
Il Comitato per l’acqua pubblica di di Fano e quello provinciale chiedono, quasi 2 mesi fa, un incontro col Sindaco Aguzzi per illustrare possibili soluzioni giuridiche che garantiscano quanto detto sopra; contemporaneamnete io chiedo le stesse cose tramite una interrogazione in consiglio comunale.
Non solo il Sindaco Aguzzi non risponde neppure al Comitato per l’acqua pubblica e la mia interrogazione non viene posta all’ordine del giorno del Consiglio Comunale, ma la giunta aprofittando di una delibera che modifica lo Statuto di ASET Holding per trasferirvi la gestione dei tributi ci infila alla chetichella il trasferimento ad ASET Holding della gestione del servizio idrico integrato. Quello che dico è tanto vero che l’assessore Severi, sia in commissione che in consiglio comunale, nella relazione illustrativa della delibera neppure cita l’acqua, presentando la delibera come se riguardasse solamente i tributi.
Per fortuna i miei emendamenti costringono a parlare anche di acqua. Ora è certamente vero che in capo ad ASET Holding l’acqua reserebbe pubblica (ma se è per questo anche restando in capo ad ASET spa non cambierebbe nulla visto che le due società sono giuridicamente identiche) ma avremmo le garanzie di una gestione trasparente e partecipata come tutti i comitati italiani chiedono? La risposta è NO come dimostra il fatto che a tutti i miei emendamenti che inserivano nello Statuto di ASET Holding elementi di trasparenza e partecipazione (inserimento di cittadini e comitati nel consiglio di amministrazione, costituzione del Comitato di sorveglianza, Piano Programma ecologico e partecipato, Bilancio ecologico pluriennale partecipato, Bilancio preventivo annuale, Partecipazione e informazione, Pubblicità degli atti) il Dirigente Celani ha dato parere negativo, dichiarando di fatto che una s.p.a. pubblica come è ASET Holding non può avere questi elementi di trasparenza e partecipazione. Di più: Celani ha detto che a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 320 del 21/11/2011, neppure la forma giuridica “S.p.a. tutta pubblica” è sufficiente e si dovrà andare verso una forma giuridica più specifica (Azienda Speciale) o verso il rientro delle gestione dell’acqua direttamente in capo ai Comuni.
A questo punto con grande senso di responsabilità mi sono dichiarato disponibile a ritirare tutti gli emendamenti se la giunta avesse accettato di togliere dalle modifiche dello Statuto di ASET Holding ogni riferimento al servizio idrico integrato, con il conseguente impegno ad aprire un tavolo di confronto per trovare assieme la migliore soluzione giuridica (Azienda speciale come ha fatto Napoli?). A questo punto l’assessore Severi, che fa parte de La Tua Fano come Marino, ha accettato la mia proposta che è stata poi approvata all’unanimità. Dunque Marino se la prenda con Severi e non con me, visto che il suo assessore ha accettato la mia proposta.
Questi i fatti.
Ora secondo me, sulla scorta di quanto fatto da Napoli, dovremmo ragionare o su una Azienda speciale per l’acqua a livello provinciale (e ovviamente Pesaro è nei guai perchè è messa molto peggio di Fano in quanto non gestisce l’acqua attraverso una s.p.a. pubblica ma attraverso una società addirittura quotata in borsa) oppure su una Azienda Speciale coi Comuni che ci stanno ma che gestisca non solo l’acqua ma anche altri servizi (pubblica illuminazione? Rifiuti? Parcheggi? …). Ma qui mi fermo perchè è proprio la discussione che ora dovremmo aprire, sempre che la giunta di Fano confermi la disponibilità espressa in consiglio comunale.

Luciano Benini
Consigliere comunale di Bene Comune

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