Incarico per studio relativo all'utilizzazione dell'aeroporto

Premesso che
l’amministrazione provinciale di Pesaro e Urbino nel “Piano triennale di Sviluppo Ecosostenibile” (documento preliminare del 18.6.2001), riguardo all’aeroporto di Fano, pone come obiettivo prioritario la sua valorizzazione con riferimento all’aviazione civile e al sistema protezione civile provinciale.
Per verificare “quale strategia adottare per il futuro sviluppo dell’aeroporto fanese” l’Amministrazione decide di incaricare SVIM Marche “per lo svolgimento di uno studio finalizzato all’utilizzazione dell’aeroporto fanese nel quadreo del Piano triennale di Sviluppo Ecosostenibile.
Il 19.3.2002 la regione Marche, la provincia di Pesaro e Urbino, la camera di commercio di Pesaro e Urbino, il comune di Fano ed altri comuni della provincia hanno sottoscritto un Accordo di Programma “per la definizione delle azioni di intervento relative alla vaerifica di fattibilità tecnico-economica del ripristino delle connessioni ferroviarie dismesse nella provincia di Pesaro e Urbino e dello sviluppo dell’aeroporto di Fano ai fini della Pretezione Civile e di emergenze sanitarie.
Con delibera n.1752 del 1 ottobre 2002, la giunta regionale affida l’incarico alla Svim per un importo complessivo di Euro 86764,75. il contributo del comune di Fano è stato pari a 14460 euro e lo studio avrebbe dovuto essere consegnato attorno alla dfine del 2003.
Da numerose notizie apparse sulla stampa locale risulta che lo studio è stato completato e consegnato ai committenti ed in effetti gli organi di informazione più di una volta ne hanno anticipato degli stralci.
In base a considerazioni di carattere economico, sociale e ambientale, non esistono le condizioni per degli investimenti nell’aeroporto fanese, ma si susseguono continuamente fantasiose proposte che esaltano le magnifiche sorti e progressive della nostra città se la dotassimo di un aeroporto con pista in asfalto.
Non consideraimo lo studio Svim risolutivo in assoluto della questione (gli orientamenti della committenza sono noti a tutti) ma riteniamo che esso almeno offrirà elementi di riflessione seri con cui finalmente misurare le varie idee e proposte.
Finora nonostante le reiterate richieste non è stato possibile conoscere lo studio che è nascosto, non si sa perchè, in qualche cassetto; consideriamo però singolare, per non dire scorretto, che un lavoro pagato e fatto per la collettività non possa da questa essere conosciuto.

Il sottoscritto quindi interroga il sindaco per sapere:
se intende farsi carico di recuperare lo studio e metterlo a disposizione e conoscenza in nome della trasparenza degli atti e per la partecipazione dei cittadini

Carlo De Marchi
consigliere comunale Bene Comune

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