Ansuini Roberta
“È la domanda il nostro chiodo fisso, Neo. È la domanda che ti ha spinto fin qui” (Trinity, Matrix). Anche se ho quasi 30 anni direi che la parola che sintetizza meglio al momento la mia persona è ‘ricerca’. Curiosa da sempre, ‘la fase dei perché’ per me non è ancora finita e non a caso i miei compagni di studi ancora mi prendono in giro per la mia manona sempre alzata per fare domande. Negli anni questa tendenza a voler capire a tutti i costi il senso credo mi abbia caratterizzato e strutturato e credo sia principalmente per questo che mi ritrovo oggi a candidarmi e lavorare in questo bellissimo gruppo che sta offrendo alla città di Fano metodi e prassi per un’altra politica, in cui il bene della polis torni al (purtroppo non più scontato) primo posto. Che senso ha infatti eleggere come politici persone che sai che anzitutto penseranno ai loro interessi o a quelli del loro partito? E soprattutto, a che bellezza può portare? Perché se non ricerchiamo la bellezza, cosa ricerchiamo? Spinta da domande di questo tipo, fin dall’adolescenza ho collaborato nella parrocchia del mio quartiere (Poderino) perché credo fortemente che solo nelle relazioni vere con le persone si possa ricercare veramente sé stessi e il senso delle cose. Al gruppo di amici di quella comunità devo molto di quello che sono, e lì ho incontrato anche Rodolfo, mio marito da 4 anni. Da un anno siamo anche i genitori di Federica. Viviamo a Fano, ancora in zona Poderino, e ci piace avere la casa molto frequentata dalle persone che negli anni abbiamo incontrato. La ricerca caratterizza anche il mio lavoro al momento in quanto, dopo la laurea in Ingegneria Edile-Architettura, da poco ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca e al momento sono Assegnista di Ricerca presso la Facoltà di Ingegneria della Università Politecnica delle Marche. Mi sono occupata di modelli di apprendimento per la progettazione e, negli ultimi due anni, del comportamento termico di edifici e componenti nella prospettiva del risparmio energetico .

Sono nato a Fano 44 anni fa; da 12 anni sposato con Antonella e padre di Giulio, 7 anni e mezzo, e Giorgio, 2 anni e mezzo. Dopo aver lavorato oltre 10 anni nel settore dei servizi aziendali, per scelta personale e familiare alla tenera età di 40 anni ho ripreso in mano la mia vecchia laurea in Geologia ed ho iniziato ad insegnare, riprendendo un vecchio desiderio a suo tempo accantonato. Attualmente lavoro, con grande soddisfazione, presso una scuola media, dove cerco di far capire qualcosa di matematica e scienze, e magari anche altre cose, ai miei ragazzi del triennio. Sono “malato” di montagna, iscritto da oltre 20 anni al Club Alpino Italiano ed a Mountain Wilderness da diversi anni; il mio rammarico è il non riuscire ad andarci(quasi) in questi ultimi periodi. Sono socio della cooperativa Mondo Solidale da non ricordo più quando(primi anni 90 credo, conosciuta grazie a mia moglie), alternando periodi da socio attivo a periodi da socio interessato, ma seguendola sempre con attenzione. Iscritto al Gruppo di Acquisto Solidale di Fano, seguo da diversi anni quello che ruota intorno all’economia solidale; in particolare la mia attenzione e(poca) disponibilità si è concentrata sulla cosiddetta “finanza etica”. Sono entrato come socio in Banca Etica nel 2000 circa, ho iniziato qualche anno dopo a collaborare come socio nella circoscrizione locale ed attualmente, da pochi anni, sono coordinatore dei soci della circoscrizione Marche di Banca Popolare Etica. Ho accettato di inserire il mio nome tra i candidati di Bene Comune perché conoscendo diverse persone che ne fanno parte ho una garanzia di serietà, correttezza ed onestà. Ho accettato perché sono arcistufo di una politica ormai svilita, non più al servizio delle persone, ma ridotta a mera professione, molto ben remunerata, legata agli interessi personali del politico di turno. Ho accettato perché nelle idee di Bene Comune ritrovo molte cose condivisibili da qualsiasi persona di buon senso. Ho accettato, infine, perché credo che per poco che si possa fare, ognuno di noi, nella veste di genitore, cittadino o semplicemente persona, debba cercare di migliorare il mondo in cui vive e non rassegnarsi agli eventi o nascondersi dietro l’indifferenza diffusa dei nostri tempi. “Ognuno è responsabile delle proprie scelte e delle conseguenze da esse provocate”.
Ciao a tutti, il mio nome è Mattia Bargnesi e ho 22 anni. Sono nato a Fano ed è in questa città che ho posto le basi della mia formazione sia nel campo dello studio conseguendo il diploma all’ITC Battisti e proseguendo gli studi presso la sede di Fano del corso di laurea “Economia Aziendale” dell’Università di Urbino dove sono attualmente iscritto, e sia in ambito sociale arricchendomi di 10 anni di scoutismo attivo, esperienze di volontariato e tutt’ora come animatore ed educatore di bambini e ragazzi del catechismo della parrocchia di Rosciano. Inoltre una lunga esperienza di vita comunitaria con altri giovani della diocesi di Fano ha contribuito a consolidare in me il rispetto della dignità di ciascuna persona, a comprendere la forza dei legami affettivi e ad infondermi coraggio nel sostenere sempre le mie posizioni. Dal 2007 lavoro come dipendente di un istituto di credito locale affiancando così alla mia figura di studente quella del lavoratore.
Gli incontri sono il sale della vita. Nella mia vita ho avuto la fortuna di fare tanti incontri importanti con persone che mi hanno arricchito spiritualmente e stimolato all’impegno. L’incontro con Barbara, mia moglie da più di 30 anni, è stato decisivo per la mia vita familiare, arricchita dal dono di 4 figli. Con lei ho consolidato l’impegno nel volontariato sociale, già iniziato da ragazzo quando restai folgorato dall’incontro con Roul Follerau, l’apostolo dei lebbrosi. L’incontro negli anni ’70 con gli obiettori di coscienza, incarcerati per la loro scelta nonviolenta, mi ha portato a conoscere il MIR, Movimento Internazionale della Riconciliazione (il movimento di Martin Luther King, Albert Schweitzer, Perez Esquivel, Rigoberta Menchù e altri 4 premi Nobel per la pace), di cui sono stato per tanti nella segreteria nazionale e poi Presidente Nazionale. Sempre in quegli anni ho partecipato alle primissime lotte antinucleari e ho coordinato le iniziative nonviolente contro i missili atomici a Comiso. L’incontro con l’Abbè Pierre mi ha portato, sul finire degli anni ’70, a dar vita al gruppo locale di Emmaus a Padova, dove oggi vi è una comunità fra le più grandi d’Italia. Trasferitomi per lavoro a Trieste, l’incontro con tanti preti di “Beati i costruttori di pace” mi ha portato a fondare, e poi divenire presidente, della Commissione Giustizia e Pace della Diocesi di Trieste. L’incontro con Francuccio Gesualdi, allievo di Don Milani, mi ha aperto gli orizzonti sui temi dell’economia di giustizia e del Commercio equo e solidale, di cui sono stato promotore, a metà degli anni ’80, prima nel Friuli Venezia Giulia e poi a Fano, quando sono tornato nel 1990. A Fano, la mia città natale, sono stato, dal 1995 al 1999, assessore alle politiche sociali e giovanili: di quegli anni ho un ricordo la tanta fatica ma anche le soddisfazioni, come il censimento e l’avvio dell’abbattimento delle barriere architettoniche e la promozione di “Fanote”, manifestazione musicale ancor oggi molto amata dai giovani fanesi. La Caritas diocesana mi ha poi chiesto di progettare e dirigere la “Scuola di pace”, iniziativa che da 6 anni coinvolge tante persone nell’educazione alla nonviolenza, alla giustizia, alla salvaguardia del creato e ai diritti umani. Lavoro all’ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche) dove sono Responsabile del Servizio Radiazioni/Rumore.
Mi chiamo Luigi Bertozzi, sono nato a Bologna il 10 febbraio 1969 e sono vissuto e cresciuto a Fano. Ho frequentato le scuole elementari al Poderino, le scuole medie alla Nuti, ho fatto il il liceo scientifico e mi sono laureato in Farmacia presso l’Università di Urbino. Ora gestisco la Farmacia Gamba, farmacia che è stata di mia nonna e che ora è di mia mamma. Oltre a questo, faccio parte del Consiglio di Amministrazione di un consorzio di farmacisti di Modena che sviluppa e distribuisce software gestionale per le farmacie italiane, collaboro con Federfarma provinciale e con la mia cooperativa di acquisto di Jesi/Perugia per quanto riguarda lo sviluppo informatico e i rapporti con le software houses. Ho sempre praticato differenti attività fisiche che mi hanno permesso di stare all’aria aperta e a contatto con la natura in qualsiasi stagione, dal nuoto allo scialpinismo, dalla corsa all’immersione in apnea. Ho collaborato con la Scuola Intersezionale Sibilla C.A.I. per quanto riguarda lo scialpinismo, impegno a cui ho rinunciato a malincuore ultimamente. Sono un assiduo fruitore di musica, letteratura e cinema e ho bandito ormai da qualche anno la televisione da casa mia per una palese inutilità del servizio. A tempo perso mi dedico anche alla fotografia e alla musica “attiva” (suono il basso elettrico da autodidatta). La professione che svolgo mi porta quotidianamente a contatto con tutti i problemi relativi alla salute e alla fruizione dei servizi sanitari da parte di tutte le fasce della popolazione, anche quelle più disagiate. Tocco con mano giornalmente le lacune e le contraddizioni del servizio sanitario nazionale, dovute da un lato all’approccio eccessivamente manageriale dei vertici dirigenti, dall’altro al controllo del “potere” delle persone deputate all’organizzazione dell’erogazione dei servizi, ma anche a un approccio politico mosso da necessità demagogiche lontane da ogni logica di reale servizio al cittadino. Sono convinto che questo genere di approccio all’amministrazione della “cosa pubblica” non sia circoscritto alla sanità, ma che sia purtroppo generalizzabile anche ad altri ambiti di interesse comune. Sono ugualmente convinto che per l’amministrazione della città di Fano non abbiamo bisogno di pagare un prezzo così salato a politici di professione che devono garantirsi appoggi, carriera e pensione a colpi di voti, poltrone e assessorati. Mi sono sempre domandato se fosse veramente possibile occuparsi dell’amministrazione della propria città con uno spirito di servizio svincolato dalle logiche di potere, dagli schieramenti politici e dai clientelarismi: nella lista civica Bene Comune ho trovato una comunione di intenti che mi ha convinto a mettermi a disposizione per farlo. Cambiare si può: questa è la possibilità di scelta che la lista civica Bene Comune offre e che io mi sento di condividere appieno e proporre con forza.
Cinquant’anni, nata in Venezuela da genitori emigrati nel dopoguerra. Sposata con Giorgio e madre di quattro figli. Laureata in Giurisprudenza. Attiva da sempre nel mondo del volontariato fanese. Membro, fin dalla sua costituzione, del Centro di ascolto dell’Associazione Banca del Gratuito e della struttura famigliare di accoglienza Casa Nazaret; ha collaborato con l’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Fano per lo sviluppo e la promozione dell’affido famigliare. Ha anche avuto in merito esperienze dirette, avendo accolto, con la sua famiglia, in tempi diversi, quattro adolescenti in affidamento. Ha collaborato con la Caritas Diocesana di Fano. Ha sempre svolto attività di educatrice di bambini e adolescenti. Volontaria presso la struttura di accoglienza per ragazze disabili “Casa Serena” di Bellocchi, con cui ha collaborato per l’allestimento e la messa in scena di diverse rappresentazioni teatrali interpretate dalle ragazze. Crede in una politica disinteressata al servizio della città e dell’intera collettività, avendo compreso che la vera gioia viene dal farsi prossimo, e dal cercare di dare risposte a chi è nel bisogno. Questo è quello che dovrebbe fare la politica e in Bene Comune questo è possibile!
Nasce a Fano nel 1966 da Italo e Marianna abilissimi artigiani, coniugata con Walter dal 1992, è mamma di Sofia, Aurora e Bianca. Laureata in lettere moderne, indirizzo storico-artistico presso l’Università di Urbino, è insegnante di materie letterarie nella scuola secondaria superiore. Da precaria sta acquisendo una significativa esperienza in diversi istituti professionali e tecnici di tutta la provincia. Attenta alle problematiche sociali e familiari considera la famiglia il valore più importante da promuovere. È animatrice di percorsi che affrontano la buona relazione di coppia e non solo. Appassionata di teatro classico è assidua abbonata alle stagioni teatrali fanesi. Sostiene la lista civica Bene Comune e la candidatura di Carlo De Marchi a sindaco della città perché crede in una politica seria, responsabile e democratica che sappia ben organizzare la vita civile di tutti i fanesi. Un’altra politica è auspicabile e necessaria, De Marchi sindaco è possibile!
Mi chiamo Corrado Cardelli, sono nato a Fano 51 anni fa, sono sposato con Patrizia da 20 anni. Dal nostro matrimonio sono nati Emanuele, Diletta e Margherita. Dopo gli studi al Liceo Classico, ho conseguito nel 1981 la Laurea in Scienze Politiche. Dal 1986 lavoro nel servizi sociali pubblici, con responsabilità organizzative. Ritengo una preziosa opportunità poter fare un mestiere di servizio alla persone fragili. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti e sono stato a lungo la “voce” e la “penna” del Fano Calcio, specie negli anni magici in cui sfiorava la serie B. Già il calcio : da sempre la mia passione… Frequento più o meno dal…battesimo la Parrocchia di San Giuseppe al Porto, che per me è una specie di seconda casa. La mia prima casa è invece un appartamento alla Paleotta, quartiere dove sono nato e al quale mi sento molto legato. Mi piace abitare a Fano : una città a misura d’uomo, un piccolo gioiello sospesa com’è tra l’azzurro del mare e il verde delle colline. Sono stato dieci anni in Consiglio Comunale, dal 1980 al 1990, uscendo poi volontariamente dalla politica (dopo aver rifiutato nel 1985 una nomina da Assessore) molto deluso per la qualità delle relazioni tra le persone che vigeva nei partiti e dal poco interesse per lo sviluppo sociale della Città. Quando, dopo molti anni (14 per l’esattezza) è arrivato BENE COMUNE, la passione per l’impegno civico è riesplosa ! Perché qui ho trovato quello che da sempre cercavo in un gruppo politico : motivazioni ideali, competenze tecniche, disinteresse economico, ottimi rapporti umani. Non mi sono candidato nelle ultime elezioni perché ritenevo giusto dare spazio a chi non aveva fatto esperienza politica diretta; questa volta mi è stato chiesto dal gruppo e con piacere affianco Carlo e gli altri fraterni amici in un’esperienza di servizio alla nostra amata Città. Come andrà a finire lo deciderete voi elettori…
Poche righe per dire chi sono e perché sono qui Sono nato a Pesaro il 30 agosto del 1955 da madre insegnante e padre preside di scuola media che allora risiedevano ad Urbania. La mia famiglia si è trasferita a Fano nel 1961, ho frequentato la scuola elementare al Poderino, le medie alla Nuti ed il Liceo Scientifico Statale di Fano, l’anno in cui mi sono diplomato è stato il primo in cui il liceo di Fano non era più sezione staccata di Pesaro e ancora non aveva l’attuale nome Torelli. Sono medico specialista in cardiologia e lavoro presso l’Ospedale Santa Croce, nel reparto di Cardiologia dalla sua apertura. Ho partecipato alla realizzazione e seguo tutt’ora il progetto di defibrillazione precoce sul territorio “Un Cuore che Rinasce- Città di Fano” promossa dall’ Associazione Fanocuore che ha l’obbiettivo di diffondere l’uso dei defibrillatori semiautomatici per un intervento tempestivo nei casi di arresto cardiaco extraospedaliero. Sono sposato con Stefania è ho 2 figli, Lorenzo e Alessandro studenti universitari. Ho praticato vari sport: pallavolo, basket, atletica senza eccellere ma divertendomi molto e conoscendo tanti amici. Nel tempo libero amo la vita all’aria aperta. Ho piantato alcuni anni fa una piccola vigna e l’anno scorso ho raccolto i primi frutti Ho deciso di accettare la proposta di candidarmi degli amici di Bene Comune perché conosco da tempo molte delle persone che hanno dato vita a questa Lista Civica e condivido la loro idea di politica intesa come agire per l’interesse comune proponendo valori che guardano alle persone. Ammiro il lavoro svolto in questi anni da Bene Comune e mi auguro di poter portare un valido contributo. Ho maturato la convinzione che la politica non vada lasciata ai professionisti e una delle ragioni che mi ha portato a vincere la mia ritrosia al mettermi in mostra è il concetto espresso magistralmente da Giogio Gaber: “ libertà è partecipazione”.
52 anni, pugliese, dal 1975 “maestro” (non unico) di scuola elementare, con esperienze significative di tempo pieno sperimentale a Milano fino al 1990, in seguito in Puglia, in Toscana e infine nelle Marche (Pesaro e quindi Fano). Mi occupo da sempre di bambini e con loro di matematica (quella ricreativa), di animazione alla lettura e di scrittura creativa.
Sono nato a Fano ne 1957, sposato con Aurelia con cui ho avuto due figli, Francesca e Carlo. Dopo il liceo scientifico mi sono laureato a Bologna in scienze agrarie. Da 24 Anni lavoro come informatore scientifico farmaceutico. In gioventù ho praticato molti sport a livello dilettantistico (pallavolo, atletica e soprattutto calcio) in varie società sportive fanesi. Appassionato di natura da sempre sono stato per diversi anni socio del WWF. I miei passatempi preferiti sono la musica celtica, il giardinaggio e la cura di qualche animale da compagnia. A questo proposito mi piacerebbe che a Fano si valorizzasse di più il verde pubblico così come specificato nel programma di Bene Comune.
Mi sono diplomato ragioniere al’ITC Cesare Battisti di Fano nel luglio 1977. Mi piaceva fare il ragioniere, e più in generale occuparmi di economia, ma cercavo contemporaneamente qualcosa di diverso, anche se non sapevo neanche io cosa. Avrei voluto applicare i principi economici a contesti di impegno sociale, perché non ero affatto convinto che ciò che mi avevano insegnato a scuola, ossia che un buon ragioniere è colui che trova il modo migliore per “tutelare” il proprio datore di lavoro dalle tasse e far fruttare al meglio i fattori aziendali, compreso i propri lavoratori, fosse giusto e corretto. Un sacerdote, che era anche un grande santo, mi disse che ciò che cercavo si chiamavano “cooperative”. Di lì a pochi mesi, nell’aprile del 1978 entravo a lavorare nel movimento cooperativo di Confcooperative. A distanza di tanti anni, dopo diversi incarichi, e dopo aver lavorato per due anni a Rieti, due anni a Napoli e per quasi quattordici anni a Roma, sono ancora nella Confcooperative. Ora sono da circa 12 anni ad Ancona, e ancora coltivo quell’intuizione avuta, non ancora ventenne, di applicare i principi dell’economia al metodo cooperativo, ossia ad un contesto in cui prevale la persona sul capitale, in cui vige un sistema democratico e di parità tra i soci, in cui si cerca non solo il vantaggio per chi ci lavora ma si tenta di creare benefici per l’intera comunità in cui la cooperativa opera. Dopo essermi dedicato per tanti anni solo al mio lavoro (che per la verità considero più una missione che un lavoro) ed alla mia famiglia (sono sposato da 25 anni ed ho due figlie: una di 13 anni ed una di 18 anni), dal 1993 ho iniziato ad occuparmi di politica (in quel periodo ero ancora a Roma) dopo aver conosciuto Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, che proprio in quegli anni avevano appena fondato il movimento politico dei “Cristiano-Sociali”. Ho fatto parte di questo movimento (con incarichi locali e nazionali) fino al 2003, ed ho smesso dopo la loro confluenza nei DS (Democratici di Sinistra). Nel 2004 ho contribuito a fondare la lista civica Bene Comune, e nel 2005 il coordinamento regionale e nazionale di liste civiche denominato “Governo Civico”. Credo nella “potenza” delle liste civiche, veramente autonome ed indipendenti, per rompere gli schemi di un sistema politico autoreferenziale, corrotto, ed inadeguato alle esigenze della società odierna. Sento la responsabilità di lasciare alle mie figlie un sistema politico migliore di quello che c’è oggi. Un sistema in cui esse possano dare un contributo reale per costruire un futuro migliore rispetto a quello che la politica dei partiti odierni ha saputo costruire in questi ultimi quindici anni.
“Ma non vedo più nessuno che s’incazza fra tutti gli assuefatti della nuova razza e chi si inventa un bel partito per il nostro bene sembra proprio destinato a diventare un buffone” . Questa frase del grande Giorgio Gaber mi ha molto colpito e sembra fatta su misura per me. Sono Francesco, 37 anni felicemente sposato con Gaia ed ho due bellissimi bimbi di 5 e 3 anni, Eva Luna ed Enea e sono pure molto arrabbiato per il modo con cui si fà politica attualmente. Abito a Cuccurano e faccio l’impiegato a Pesaro in una industria metalmeccanica. Nel tempo libero mi occupo di sport (sono un dirigente della società sportiva Olympia Cuccurano) e di ambiente, sostenendo le associazioni che difendono il nostro territorio e cercando di orientare gli stili di vita della mia famiglia verso la sostenibilità. Sono donatore Avis ed adoro (nonostante l’età e gli acciacchi) cimentarmi in partite di calcio tra amici. Essendo in politica ancora un sognatore, mi auguro di non essere, citando ancora Gaber, “una razza in estinzione”.
Conoscerci in poche righe non è facile, preferirei invitarti a casa mia davanti ad un bicchiere di vino. Mi chiamo Gaggioli Ubaldo, ho 35 anni, mi sono diplomato all’ITIS di Urbino in meccanica ed ho proseguito gli studi prendendo la specializzazione in Industrial designer. L’esperienza del militare trascorsa nell’Arma dei Carabinieri presso il ROS di Roma mi ha arricchito sia dal punto di vista caratteriale che umano rafforzando in me i valori della legalità, della giustizia, dell’altruismo, del mettersi a servizio. Iniziai così la carriera lavorativa come disegnatore in una ditta metalmeccanica ma la mia voglia di stare tra le persone, di assaporare quotidianamente il calore umano mi ha portato a seguire corsi di formazione sull’accoglienza turistica ed in particolar modo sull’agriturismo, settore che ricopre da sempre il mio interesse. La mia passione ha trovato sfogo con l’impiego in un’azienda di attrezzature enologiche nella figura di tecnico commerciale, quindi con la possibilità di creare relazioni, a volte non solo superficiali come accade in ambito professionale, ed inoltre di frequentare cantine, aziende agricole e vivere in questo modo da vicino il mondo rurale. Ho passato la mia adolescenza a Fossombrone ma dal 2000, anno in cui mi sono sposato con Lucia, sono tornato a Fano dove abito nel quartiere San Cristoforo. Essere i primi della propria compagnia a sposarsi ci ha fatto rimanere fuori dal “giro” dei nostri rispettivi amici (miei e di mia moglie) in particolare i primi anni di matrimonio dove noi stessi preferivamo stare con ns. figlio Alessandro, isolandoci dagli altri. A lungo andare ed in particolar modo con l’arrivo di Margherita, la secondogenita, questo malumore stava soffocando il bello dell’essere coppia. Posso dire senza ombra di dubbio che qualcuno da lassù ci ha guardato e ci ha fatto scoprire, come fosse un nuovo amore, la bellezza, l’affetto, il calore, la vicinanza della comunità della “famiglia di famiglie” della parrocchia di San Cristoforo; il tutto rispondendo con un semplice si all’invito che ci fece il parroco a partecipare agli incontri mensili per giovani coppie. Come nell’alveare le api più forti sostengono e proteggono le più deboli così dovrebbe essere in una società aperta e costruttiva, ed è così che insieme a Lucia, come per rendere grazie al dono ricevuto dalla comunità, mettiamo a disposizione di tutti parte del nostro tempo libero sia come volontari nell’oratorio, sia seguendo i fidanzati negli incontri di preparazione al matrimonio. Costruendo una società su relazioni autentiche, senza maschere abbiamo la speranza che qualcosa in questo mondo ipocrita cambi. Io ho deciso di metterci tutto il mio impegno, la mia determinazione, la mia faccia (e non maschera) ed ho trovato nella lista civica Bene Comune un interlocutore attento, libero da pressioni dall’alto, che mi ha dato ascolto. Se condividi i miei stessi valori aiutiamoci; la società che sogniamo è ancora possibile!
44 anni, sposata con Lucio ha tre figli: Matteo, Lucia e Stefano. Appassionata ed attenta ai rapporti amicali e sempre disponibile a costruire relazioni umane autentiche, considera le diversità delle persone un continuo stimolo alla conoscenza.
56 anni, consigliere provinciale dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili) dal 1995, a partire dalla sua condizione di disabile si è sempre battuto per l’eliminazione delle barriere architettoniche della città e per i diritti degli invalidi. E’ fotografo amatoriale.
Classe 1964, fanese da 7 generazioni (o forse da settanta volte sette…). Sono sposato con due figlie. Laureato in Ingegneria Elettronica, per 1 anno Ufficiale di Artiglieria Contraerea, per 3 anni insegnante di Elettronica ed Elettrotecnica in Istituti Professionali della Provincia (Pesaro, Cagli, Lucrezia). Da 15 anni impiegato nella società Renco di Pesaro, ora mi occupo principalmente della progettazione e realizzazione di impianti industriali che utilizzano turbine a gas per la compressione del metano o per la generazione di energia elettrica. In gioventù nuotatore (buon ranista), poi giocatore di Pallanuoto dal giorno in cui questo sport ha messo piede a Fano. Innamorato e mai sazio della Montagna, quella sudata e rispettata nella sua purezza e maestosità; l’anno scorso (un po’ tardi, è vero) ho seguito uno splendido corso di arrampicata su roccia. La mia radice culturale è quella cristiana, ma da diversi anni faccio fatica a credere che un Dio possa ancora amare e privilegiare un essere abietto e stolto come l’uomo, che ha elevato il Denaro a suo unico dio e si comporta di conseguenza in ogni sua azione. Perché in Politica? Perché è ora che noi cittadini “normali” la smettiamo di delegare la gestione del nostro futuro ai “professionisti della politica”, con tutti i risultati che sono evidenti sotto i nostri occhi: un mondo sempre più caotico e invivibile e privo di ideali e princìpi. Basta con il potere dei partiti, con il servilismo della politica ai poteri forti, con la gestione a proprio piacimento della cosa pubblica al fine di crearsi clientele ed ottenere voti e perpetrarsi al potere politico. E’ un’utopia? Il giorno che non avrò più quest’utopia vorrà dire che sarò diventato Vecchio. Perché in “Bene Comune”? Perché conosco bene quelli che fanno parte della Lista Civica Bene Comune, da 5 anni siamo stati fianco a fianco: tutti aspirano al bene della città di Fano e dei suoi cittadini senza cercare o aspettarsi alcun vantaggio personale, anzi pagano di tasca propria, in tutti i sensi.
Prima i numeri… Nato a Torino, 48 anni,da 35 risiedo a Marotta;sposato con Germana da 20,ho 2 figlie di 9 (Merina,di origine indiana) e 6 anni (Madane,di origine cambogiana). Diplomato al liceo classico “Nolfi” di Fano,dal 1991 lavoro alla Mondolfo Ferro S.p.A. (azienda di Mondolfo con 120 colleghi che produce smontagomme,ponti sollevatori e attrezzature per gommisti e autofficine),dove ricopro il ruolo di responsabile della produzione e della logistica. …Poi le parole… Dicono (gli amici e non solo) che sono curioso, ”bastian contrario”, rompiscatole, vanitoso,idealista,interessato alle novità, irrequieto;il fatto è,dico io, che mi è sempre piaciuto “metterci la faccia”. Su un palcoscenico (teatro, hobby di gioventù) Nell’etere (per diversi anni responsabile di una radio comunitaria locale, Radio EsseGi) Nella scuola (faccio parte del consiglio d’Istituto delle scuole di Marotta) Nell’associazionismo (in un associazione affiliata all’ANSPI) Nella politica (nella lista civica “Bene Comune”) …E infine le idee. Come cantava Gaber vorrei essere libero,libero come un uomo: nell’amministrazione di una città libero da vincoli di correnti di partito,libero da favori da rendere,libero di non dover raccomandare nessuno,libero di confrontarmi con tutti senza presumere di aver sempre ragione io e torto l’altro,libero dal politico di mestiere. E libertà è partecipazione: nell’amministrazione di una città partecipare e non delegare,partecipare perché “se la politica fa schifo” sta a noi renderla meno schifosa,partecipare per contribuire a “un’altra città possibile” E solo la lista civica “Bene Comune” mi consente tutto questo.
Ho 37 anni, sono nata e cresciuta a Fano dove tutt’ora vivo con la mia famiglia. Non è facile riassumere una vita in poche righe, ma senza dubbio ritengo che per la mia ci siano stati due incontri fondamentali. Il primo (in ordine cronologico) con Don Sandro Spriano, cappellano del carcere di Rebibbia a Roma. L’ ho incontrato in un monastero di clausura a Fabriano dove mi ero ritirata per preparare un esame di lett. greca (dopo il Liceo, infatti, mi sono iscritta alla Facoltà di Lettere e Filosofia a Urbino e ora sono laureata in Scienze dei Beni Culturali). L’incontro con Don Sandro fu per me un’autentica rivelazione sulla realtà del carcere e dei detenuti (le ingiustizie e le sofferenze che si consumano dentro le mura e dietro le sbarre sono sconvolgenti!) e mi colpì talmente tanto che subito ho iniziato ad occuparmi di “carcere”. Insieme ad alcuni amici ho formato l’ Associazione di Volontariato “Officina”, dove ho curato la sezione “Carcere” e con altri quattro volontari, ho aperto un “Punto d’ascolto” per i detenuti del carcere di Fossombrone e realizzato convegni pubblici su questo tema. Dopo essere venuta a conoscenza dell’esistenza di un Centro d’Accoglienza per Detenuti a Pesaro, feci subito la domanda per poterci lavorare e così dal 2002 al 2006 fui assunta a “Casa Paci”. Il secondo incontro è stato quello con mio marito Manuel. Insieme abbiamo avuto tre figli, Letizia (sei anni), Michelangelo (cinque anni) e Ginevra (quindici mesi). Con il suo sostegno e la sua vicinanza ho realizzato molti dei miei sogni rimasti ancora in sospeso, tra gli altri, l’apertura della Caritas Parrocchiale di San Giuseppe al Porto con un suo punto d’ascolto e di distribuzione: dal 2002, tra mille difficoltà, io ed altre dieci fantastiche volontarie siamo ancora lì. Dal 2006 ad oggi, lavoro per il Comune di Riccione come Animatrice Socio Culturale in una Casa Protetta, RSA e Centro Diurno per anziani. Ora per la seconda volta mi ritrovo a far parte della Lista Civica “Bene Comune”. Questa scelta mi ha portato, anche in questo caso, ad incontrare volti di persone autentiche. A mio parere la politica (e non solo) deve mettere “la persona” al primo posto sempre e comunque. Non saprei immaginare una politica diversa, sarebbe solo demagogia: è per questo che ho scelto Bene Comune.
Sono nato a Fano il 22 febbraio 1956. Dal 1982 sono sposato con Paola; ho due figli: Annalisa di venti anni e Giacomo di venticinque. Dal 1986 svolgo la professione di Avvocato. Sono stato fra i fondatori della Cooperativa sociale “CASA ACCESSIBILE”.
La cosa più difficile a questo mondo? Vivere! Molta gente esiste, ecco tutto. (O. Wilde)
sono nato il 14 aprile 1963 a San Severino Marche (MC), residente a Fano dal 1971, sono sposato dal 1985 con MariaLucia, due figli e mezzo, Margherita, Carlo, e Manuel, che dopo sei anni di affidamento nella nostra ha finalmente “ritrovato” la sua famiglia. Diplomato all’ITIS “E. Mattei” di Urbino, ho lavorato, dal 1984 e al 2002 presso la Snamprogetti S.p.A. di Fano, come progettista e supervisore installazioni relativamente a: strumentazione di misura e controllo impianti, sistemi di automazione, sistemi di sicurezza, sistemi di acquisizione e gestione dati. Socio e volontario, dalla sua nascita nel 1993, della Cooperativa Sociale Mondo Solidale, sono sempre stato sconvolto dalle conseguenze della iniqua distribuzione delle ricchezze nel nostro Mondo, affascinato dalla risposta “semplice” e concreta che il commercio equo e solidale proponeva, innamorato di tutte quelle comunità di produttori che, in giro per il mondo, condividono con noi la volontà di ritrovare dignità attraverso il proprio lavoro. Sono stato consigliere di amministrazione nel 1994 e poi presidente della Cooperativa dal 1995 al 1998. Nel 2003 abbiamo deciso, io e la mia famiglia, di rivedere alcune priorità, ho così lasciato il mio impiego e accettato l’offerta di lavoro di Mondo Solidale, da allora ho iniziato a seguire i progetti di importazione diretta della Cooperativa in Guatemala, Perù, Brasile, Kenia, India. Dedico inoltre tutto il tempo che mi è possibile, a denunciare l’ingiustizia economica, sociale e ambientale imperante nei paesi del Sud del Mondo ma anche nel “ricco” Nord, e proponendo, soprattutto nelle scuole ma ovunque ci sia qualcuno abbia voglia di parlarne, l’alternativa del commercio equo e solidale. Nel Maggio 2007 sono stato eletto di nuovo Presidente della Cooperativa Mondo Solidale. Perché ho deciso di accettare questa candidatura?! Non è facile rispondere e neanche credo sia così importante, ma alla fine l’ho fatto: Senza velleità, se non quella di dare il mio contributo ad un gruppo che in questi anni ha dimostrato sul campo come, fare politica in maniera diversa, sia possibile. Senza pretese, se non quella di evidenziare, sempre, ciò che al cittadino risulti scorretto, incomprensibile, inaccessibile, e proporre alternative che vadano verso il bene comune e non privato. Senza speranze, se non quella di vedere un giorno “politici in prestito”, che portino nella Politica la propria professionalità senza farne la loro professione, e sempre più gente coinvolta per costruire insieme la propria Città, solida e vivibile, sicura e accogliente. Insomma, forse in fondo la risposta è proprio questa, nel Mondo Solidale che sogno, la mia Città non ha un ruolo ed una importanza secondaria perciò… non posso starmene alla finestra!
Mi chiamo Lucia Montesi, ad ottobre compirò quaranta anni. Vorrei parlarvi del mio passato, del mio presente e perché no, anche di qualche progetto futuro. Sono nata e cresciuta a Fano, ed essendo l’ultima di cinque fratelli e con mia madre Antonietta molto attiva, spesso sono stata la sorella di …….., o la figlia di…….. Ma ora mi sento pienamente me stessa. Moglie di Nicola Domenico Agricola (per tutti Nico) abbiamo tre figli :Anna (9), Federico (7) e Francesca (5). Avevamo pensato ad una squadra di pallavolo…ma per ora ci siamo fermati!! Eh sì, perché a pane e pallavolo sono cresciuta, dalle giovanili della Virtus fino ad indossare la maglia della serie A, negli anni d’oro della pallavolo femminile fanese (da Isa Infissi, a Conad…). E al mondo della pallavolo sono tutt’ora legata visto che mio marito allena le giovanile della Copra Piacenza. E’stato lo sport inizialmente ad avvicinarmi al mio lavoro di fisioterapista, che attualmente svolgo nel Dipartimento di Riabilitazione presso l’Ospedale Santa Croce, dove spesso, nel quotidiano, le scelte dei politici si subiscono piuttosto che condividerle. Tra le altre cose mi occupo di riabilitazione domiciliare, partecipando alle riunioni dell’Unità di valutazione distrettuale, dove ogni volta tocco con mano la necessità di una rete capillare di servizi territoriali per tutelare le dimissioni protette e permettere a chi più ne ha bisogno (gli anziani, i disabili, i malati terminali) di poter essere adeguatamente assistiti nelle loro case, con i loro familiari accanto alle “cose di una vita”. Poi c’è la mia famiglia, da mia nonna Maria, centenaria, a mia figlia Francesca, la più piccola dei pronipoti. Mi piace “crescere” accanto ai miei figli, e per questo partecipo attivamente alla loro vita scolastica (dal consiglio di gestione del “mitico” nido il Grillo, all’attuale Consiglio d’Istituto del comprensivo Nuti) Un mio pregio ve lo devo proprio dire: la mia vita va sempre di corsa (anzi, in bicicletta) ed io per fortuna, ho imparato ad organizzarmi, con 3 figli ed un lavoro non potrebbe essere altrimenti. Come donna,come mamma vorrei dare il mio contributo alla vita politica di questa città perché possa continuare ad essere una città vivibile, ricca di spazi e di tempi per coltivare rapporti veri tra le persone. Perché possa essere trampolino di lancio per i nostri figli nello sport, nella cultura e nella solidarietà. Dove le diversità siano spazio di confronto e di crescita. Una città dove contino di più i progetti e le persone, piuttosto che le diatribe politiche. Una città dove l’impegno e la partecipazione alla vita attiva prevalgano sul menefreghismo e la delega. E’ per questo che ho scelto Bene Comune, è per questo che voi potrete scegliere me!!!
Maria Cristina Nicolini 47 anni a Settembre, sposata con Marco da 17 (ma in chiesa solo dal 2002) abbiamo tre figli. Sono laureata in Lingue Orientali, Iranico precisamente; ma non ho mai potuto visitare l’Iran perché durante i miei anni di studio, le frontiere erano chiuse a causa del conflitto Iran-Iraq, così l’unico Paese mediorientale che ho visto è l’Egitto, avendo vissuto e studiato per un mese e mezzo a Il Cairo e se dal punto di vista lavorativo, la mia laurea non ha avuto una risoluzione esaltante, dal punto di vista culturale è stata altamente formativa: mi ha messo in relazione con società e persone molto diverse dalla mia e da me: a Venezia dove frequentavo l’università avevo tanti amici Kurdo-Iraqeni, Palestinesi, ragazzi della mia età costretti a fuggire dai loro paesi a causa di persecuzioni e guerre; erano gli anni di Sabra e Chatila e in facoltà organizzammo seminari e gruppi di studio per capire se la storia poteva aiutarci a capire il presente e quello che sarebbe stato il futuro. Durante i primi anni universitari ho avuto l’opportunità di approfondire una passione nata ed assaporata quando frequentavo il liceo: il Teatro, collaborai con il Transteatro in tre spettacoli (Salomè, Nosferatu e Titanic), un’esperienza indimenticabile e fondamentale per la mia vita. Ho praticato un solo sport, a parer mio il più bello: il Basket (a dispetto della mia statura) cominciando nel campetto di Don Mario a S. Pio X, ho partecipato alle finali nazionali dei Giochi della Gioventù a Bergamo e l’ultimo campionato l’ho vinto nel 1991 (promozione in serie C) con la città di Fossombrone ed ho continuato a giocare fino al 1993, quando capii di aspettare la mia seconda figlia. Quel gruppo nato tanti anni fa mi ha dato quelle che oggi chiamo le mie più grandi amiche: quelle che ci sono sempre e sempre ci saranno. A Ottobre saranno vent’anni che lavoro nell’azienda creata da mio padre (lui mise in piedi il “Laboratorio” nei primi anni 70, dopo essere andato in pensione) che mio fratello Giuseppe ha sviluppato ed ingrandito (lui cominciò a chiamarla “Ditta”) agli inizi degli anni 80, un’azienda considerata, dagli addetti ai lavori, storica nell’ambito della vetroresina. Dall’inizio dell’anno la crisi economico-finanziaria attanaglia anche questo settore, che ha generato una reazione diversa dal solito: invece di porsi ulteriormente in concorrenza, un gruppo di piccole e medie imprese (tra cui la nostra) si è consorziato; rompendo gli schemi tradizionali, ha deciso di condividere una nuova esperienza di collaborazione improntata sulla ricerca di nuove commesse lavorative, nuovi mercati e tecnologie, costituendo una filiera completa e pronta,a tempo dovuto, all’ ipotetica costruzione di imbarcazioni con marchio completamente appartenente al territorio. E’ grazie a questa visione inaspettata e lungimirante che è nato il CONSORZIO TECNOLOGICO DELL’ADRIATICO. Perché a 47 anni mi candido con Bene Comune? Perché credo sia necessario partecipare ad un progetto grande che abbia come centro la persona nella sua totalità, non gli interessi privati o di un partito. Fa parte della mia storia: ricercare, sperimentare, sfidare e intraprendere anche con chi può essere molto lontano o diverso da me.
Ho 52 anni, sono sposata e madre di 4 figli. Negli anni dell’adolescenza ho vissuto l’esperienza scout che mi ha formata nella responsabilità e nell’autonomia, nel rispetto degli uomini e della natura, nello spirito di servizio. Sono stata, negli anni 70, co-fondatrice del gruppo A.I.D.O. (Ass.Ital.Donatori Organi) di Fano. Sono laureata in Medicina e specializzata in Ginecologia e svolgo l’attività di medico di base sia a Bellocchi, dove risiedi, che a Fano. Col mio lavoro tutti i giorni vengo a conoscenza di situazioni di difficoltà psicologiche,sociali ed economiche oltre che di sofferenza fisica. Per questo vorrei una politica che si “metta nei panni” di ogni singola persona pensando ai loro singoli bisogni prima di prendere decisioni e sopratutto una politica che desse valore primario alla famiglia che ritengo il nucleo fondante della società. Aiutare la famiglia significa trasmettere valori ai giovani perché sappiano scegliere; significa aiutare il formarsi di nuove famiglie favorendo l’accesso all’acquisto della casa, fornendo servizi per una maternità e paternità responsabile, aiutando le donne a conciliare lavoro e desiderio di figli. Aiutare la famigli significa permettere agli anziani di rimanere nel loro ambiente senza sentirsi abbandonati o inutili; significa creare intorno alla famiglia un ambiente sicuro.Infine il mio sogno è vedere la solidarietà che unisce la famiglia diventare solidarietà di condominio, solidarietà di quartiere, solidarietà di città. Penserete che sono un’idealista ma forse per questo mi ha affascinato lo slogan di “Bene Comune”: “Quando facciamo un sogno da soli è solo un sogno ma quando lo facciamo in tanti, è l’inizio di una nuova società” (Helder Camara). Io non ho mai fatto politica perché la vedevo spesso come luogo di intrighi e menzogne, aventi come fine ultimo un tornaconto personale o di gruppo. In “Bene Comune” ho ritrovato l’ideale di una politica che “ascolta” le necessità dei cittadini e cerca, con l’umiltà di chi si rende conto dei propri limiti, di migliorare le condizioni di tutti. “Usate bene i vari doni di Dio: ciascuno metta a servizio degli altri la grazia particolare che ha ricevuto”. E’ con questo spirito che anch’io cercherò di fare “del mio meglio” secondo il motto scout.
Nativa di Urbania, risiede da molti anni nel comune di Fano. Coniugata e madre di due figli. Dopo il conseguimento del diploma, ha svolto la sua attività presso aziende locali. Nel tempo, è riuscita a relazionare gli impegni della famiglia con quelli del lavoro, partecipando attivamente all’attività della circoscrizione della frazione di Carrara, alle riunioni dei comitati di gestione della scuola materna, alle assemblee in qualità di rappresentante dei genitori delle scuole di frequenza dei figli, e prestando assistenza ai famigliari anziani. Tutto ciò al fine di stabilire la migliore interazione tra il cittadino e le varie entità della vita pubblica e sociale locale. In questi 5 anni ho seguito ed apprezzato il programma e le relative scelte politiche di Bene Comune. Ho deciso di candidarmi con Bene Comune per dare un mio contributo personale alla vita politica locale. Un’ altra politica è possibile ed il voto dato a Bene Comune è il mezzo per realizzarla.
Fanese, 53 anni, da 28 felicemente sposato con Gloria, con la quale ho avuto Andrea (23 anni), Giovanni (18 anni), Chiara (10 anni). Una giovinezza inquieta (la vita di fede, i movimenti cattolici, l’impegno sociale, la partecipazione al movimento studentesco fanese, le riflessioni sulla validità o meno degli ideali socialisti) alla ricerca di dare un senso alla propria vita, assistito dai contributi stimolanti di alcuni sacerdoti. Poi, con alcuni amici universitari, un percorso di non violenza che mi ha portato a scegliere l’obiezione di coscienza all’uso delle armi e con essa il servizio civile alternativo a quello militare, passando così 26 mesi, prima nella comunità di via del Seminario (Ce.I.S. di Don Gaudiano) e poi tra i tossicodipendenti, che cercavano di uscire dall’eroina, nella Comunità Terapeutica di Gradara. Al termine di tale servizio, dopo meno di un mese, il lavoro in Banca d’Italia per un concorso vinto mesi prima. Iniziava così un percorso professionale imperniato principalmente in compiti di vigilanza sulle banche, nelle sedi di lavoro di Bologna, Forlì, Pesaro ed “in situ” con le ispezioni alle banche di credito cooperativo dislocate nelle province della dorsale adriatica. L’impegno politico, da tempo trascurato perché i partiti esistenti non offrivano risposte alle idealità che perseguivo, veniva fortemente ripreso 5 anni fa grazie a Bene Comune, di cui sono stato tra i fondatori. Ho condiviso con tanti amici questi anni di impegno a favore della città di Fano, una scommessa politica, un’esperienza di vita, un incontro, un viaggio, un’avventura che ancora vogliamo continuare. Mi ci sono lasciato coinvolgere interamente, trovando una sintesi di varie esigenze personali, dalla ricerca di idealità, all’impegno politico, alle scelte individuali. Di questo periodo, ricordo l’incarico di seguire, per conto di Bene Comune, la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua ed i tentativi di fusione delle aziende municipalizzate locali. Più recentemente la responsabilità di guidare il gruppo. Una responsabilità che ho interpretato cercando di valorizzare il lavoro collettivo ed i contributi di chi vi partecipa e lo sostiene. Così ho vissuto la bellezza di questo impegno. Ed ora lavorare insieme a chiedere il consenso della gente. Il voto a me, per diventare consigliere, sarà gradito. Altrettanto se sarà dato a chiunque di questo gruppo, di cui conosco la ricca e stimolante storia personale. Votate Bene Comune…date forza ad una idealità. La città di Fano avrà da guadagnarci… ci impegneremo per altri 5 anni, come lo è stato per questi 5…Si, perché un’altra politica è possibile.
Ho 42 anni, sono sposato con Paola da 16 anni, Riccardo e Maria Chiara sono i “nostri gioielli”. Laureato in Economia e Commercio, svolgo una attività lavorativa attualmente un po’ al centro dell’attenzione (sono titolare di una filiale Carifano a Rimini). Attivamente inserito nel quartiere e in parrocchia, sono socio fondatore e membro del Consiglio Direttivo dell’Oratorio di San Cristoforo, che ritengo un valido strumento per creare il giusto e sano ambiente per ragazzi ma anche adulti, con funzione preventiva ed educativa. Sensibile ai problemi del consumo critico e della salvaguardia dell’ambiente, ho contribuito a fondare e diffondere il commercio equo e solidale a Fano. Grande appassionato di sport, ho giocato per molti anni in alcune squadre dilettantistiche della zona, e sono tuttora responsabile di una squadra amatoriale di calcio nonché tesserato del Csi Fanese. L’esperienza lavorativa e di vita, e la voglia di non subire scelte di chi è interessato solo ai propri fini, mi hanno sospinto verso la partecipazione attiva, attraverso la creazione e il sostegno di un gruppo, “Bene Comune”, che rappresenta l’unica realtà politica che mette al servizio, uso e consumo della città le professionalità, e non la città “a servizio, uso e consumo”.
Il mio nome è Elena Vitali e ho 47 anni. Sono sposata da 19 anni e ho un figlio diciassettenne. Dopo la maturità classica ho frequentato la Scuola di Studi Turistici della Facoltà di Economia e Commercio, insieme a diversi studenti stranieri. Ho avuto quindi modo di continuare i rapporti con altre culture e di abituarmi al confronto con persone e situazioni nuove rispetto al mio ambiente, già iniziato durante il Liceo, grazie a scambi con coetanei francesi e a qualche viaggio all’estero. L’interesse per le lingue straniere e l’orientamento professionale, mi hanno poi portato a perfezionarmi presso l’Università di Graz, in Austria, dove ho trascorso un lungo periodo, vivendo da studente con ragazzi locali e là davvero ho conosciuto e frequentato moltissimi stranieri, di cui molti medio-orientali, tra cui alcuni profughi sfuggiti dall’Iran o slavi fuoriusciti dal loro Paese, allora ancora sotto il regime comunista. La nostra porta era sempre aperta e l’amicizia molto intensa, anche se breve. E’ da allora forse che sono profondamente convinta che i rapporti intra-culturali abbiano una ricchezza molto superiore al valore già altissimo dei rapporti umani in sé. Mentre niente più della politica e dei Governi che si avvicendavano allora e hanno continuato ad avvicendarsi nel corso degli anni, mi sembravano tanto distanti e piuttosto avversi alla semplicità e alla forza di questi contatti. Erano l’apparato, un insieme di ingranaggi così contorti e perversi, da inghiottire e far sparire o rendere totalmente incapaci di agire in modo ragionevole e corretto anche le persone migliori. Quindi me ne sono sempre tenuta lontana, dedicandomi a ciò che mi piace di più: la mia famiglia, le passeggiate, la montagna, il nuoto, la bicicletta, la musica, in particolare il canto corale, il mio lavoro, che mi ha sempre dato occasione di esprimermi nella mia forma preferita, quella del contatto umano e dello scambio tra diverse realtà di pensiero. Infatti lavorando prima nel settore turistico e poi nell’industria, dove ho sempre svolto incarichi di addetta agli uffici commerciali esteri, passo le mie giornate parlando con il mondo e lo incontro anche abbastanza spesso. Poi cinque anni fa, in occasione delle precedenti elezioni amministrative, ho cominciato a guardarmi intorno, e lo sconforto della situazione mi ha abbattuta. Vedevo solo il deserto attorno a me e non riuscivo proprio a trovare chi potesse rappresentarmi. Quando, come nelle favole, ho cominciato a sentir parlare di Bene Comune, ho partecipato ad alcuni incontri pubblici di presentazione e ho ritrovato persone in gamba, alcune che già conoscevo e stimavo. Le ho ascoltate e ho sentito quello che da sempre pensavo. Le ho guardate e ho visto quello che da sempre cercavo. Delle persone vere, con la loro vita normale, di tutti i giorni, ma nella quale sono riuscite a restare fedeli ai loro ideali e ad impegnarsi per realizzarli e dalla quale ricavano la condivisione delle esigenze quotidiane della gente e la necessaria concretezza per occuparsene. Allora ho deciso che era ora di smettere di stare a guardare e provare a mettersi in gioco, a dare anche il mio contributo, seppur molto piccolo, a questo tentativo di riaffermare la partecipazione dei cittadini all’amministrazione della loro città. E mi piacerebbe tanto che anche molti altri avessero voglia di provarci.
Sono nata in Veneto nell’anno 1953, ma di veneto mi è rimasto solo il cognome, vivo a Fano dal 1960 da quando cioè è arrivato lo zuccherificio;sono sposata con Francesco , ho 2 figli un maschio di 32 anni ed una femmina di 21 e da due mesi circa sono anche nonna.Sono un’insegnante elementare da circa trentanni, lavoro pressola scuola “F.Gentile”di Fano.Il mio lavoro continua ad appasionarmi nonostante le riforme subite nel tempo;continuo a sentire sulle spalle,come all’inizio della mia carriera, il peso della responsabilità che mi viene affidata nell’educare le giovani generazioni,ma, come dice con invidia mio marito, esco sempre da scuola sorridendo.Ho sempre privilegiato nella mia attività la relazione con l’altro,sarà perchè sono laureata in sociologia.E’ forse per questo stesso motivo che anni addietro mi sono dedicata all’insegnamento della lingua italiana agli extracomunitari:insieme ad altre amiche volontarie abbiamo dato il via ad una bella esperienza.I primi alunni sono stati gli africani, poi è stata la volta dei profughi dalla ex Jugoslavia,ma cerano anchi i rumeni,i brasiliani,sono nate vere amicizie! Anche a scuola mi dedico con partcolare attenzione agli alunni stranieri,li considero una vera ricchezza che cerco in tutti i modi di fare apprezzare ai miei alunni,si insegna l’accoglienza sono essendo accoglienti e si riceve sicuramente più di quello che si riesce a dare. Non mi sono mai dedicata alla politica prima della nascita di Bene Comune ma dopo non ho potuto farne a meno,certo non stata un attivista in questi 5 anni ma ho continuato a sostenere tutti quelli che con tanta passione hanno lottato e portato avanti un lavoro tanto importante per la nostra città.Mi candido di nuovo perchè sono sempre più convinta della bontà del nostro programma e delle nostre idee. Se la mia seplice disponibilità potrà apportare qualche voto in più alla nostra lista e al nostro candidato sarò sicuramente felice.