ACQUA DEL RUBINETTO 2

Considerato che:
– Per quanto l’Italia faccia parte dei paesi più sviluppati al mondo, il diritto di accesso all’acqua potabile è ancora in certe zone limitato sul piano quantitativo e, soprattutto qualitativo, il che spiega perché l’Italia figura al primo posto al mondo per consumo pro-capite d’acqua minerale in bottiglia.
– Situazioni locali di disfunzionamento burocratico, d’incuria gestionale e di corruzione politica ed economica, hanno spinto molte collettività locali ad abbandonare la gestione pubblica dei servizi d’acqua per affidarli a società private. La tendenza alla privatizzazione sembra imporsi a passi da giganti nell’indifferenza quasi generale.
– Nel nostro Comune per altro le varie vicende legate alla presenza dei nitrati nella nostra acqua di falda e le varie ordinanze a questa seguite, ha disassuefatto i cittadini all’uso dell’acqua di rubinetto, ritenuta dai più non bevibile
– Che da allora ulteriori informazioni non sono state offerte alla cittadinanza
– Che dopo di allora l’acqua del nostro acquedotto con i cambiamenti avvenuti ed in particolare con la realizzazione del potabilizzatore di Serrungarina che permette l’uso di acqua di superficie come quella del Metauro, è ormai ritenuta buona e regolarmente potabile
– C’è necessità di sensibilizzare i cittadini all’uso dell’acqua del rubinetto che è “buona, controllata, comoda (arriva a casa) e poco costosa”, e che questo impegno vista la situazione può far parte dell’iniziativa amministrativa,
– Il regolamento comunitario 852/2004, in riferimento ai ristoranti ed esercizi di distribuzione alimentare, si esprime affermando che: “Non esiste alcun obbligo di legge a vendere acqua minerale in bottiglia”

In considerazione di tutto ciò si impegna il Sindaco e la giunta

• A promuovere la conoscenza pubblica, collettiva sui problemi dell’acqua per favorire una partecipazione effettiva dei cittadini alla gestione democratica dell’acqua
• Favorire informazioni tali da permettere anche nei locali pubblici, a chi lo chiedesse, di poter ricevere acqua in “brocca”
• a favorire mediante gli organi di Stampa comunali, Fano Stampa e la pubblicazione periodica di Aset, un più ampio uso dell’acqua di rubinetto rispetto all’acqua in bottiglia, cosa che caratterizzerebbe il nostro territorio non solo per una iniziativa altamente civile, che è quella di promuovere l’uso dell’acqua pubblica, ma anche per quella di operare concretamente per la riduzione di una grossa fetta di rifiuti.
• Rendere noti i periodici esami svolti dal servizio idrico sulle caratteristiche dell’acqua dell’acquedotto per stimolare i cittadini all’uso dell’acqua di rubinetto

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