“CHI SPINGE PER PRIVATIZZARE LE AZIENDE PUBBLICHE?”

Bene Comune, lista civica che opera nel territorio fanese ma con lo sguardo anche verso orizzonti più ampi, è preoccupata per le politiche tese alla privatizzazione dei beni comuni attuate sia a livello nazionale che provinciale; politiche adottate disattendendo la chiara indicazione contraria espressa dalla stragrande maggioranza degli italiani in occasione dei referendum sull’acqua pubblica nella primavera 2011, che ottennero il voto favorevole di circa 26 milioni di italiani, pari ad oltre il 95% dei votanti.
Non è forse una coincidenza che queste scelte siano fatte dal PD, che governa sia a livello nazionale sia in importanti comuni della provincia, che hanno appunto deciso di vendere al socio privato parte delle proprie azioni della società Marche Multi Servizi (MMS) che gestisce importanti servizi come la fornitura di acqua e la gestione dei rifiuti.
Da anni il Governo preferisce contenere i tagli alla spesa pubblica dello Stato, spostando l’onere del sacrificio sulle autonomie locali. Trasferisce ai territori sempre meno risorse e contemporaneamente consente ai comuni di fare opere pubbliche in deroga al patto di stabilità, finanziandole con l’alienazione delle azioni delle società pubbliche da loro partecipate: un incentivo quindi a privatizzare i servizi pubblici locali. I comuni non sono più obbligati a vendere, come nel 2011, ma incentivati a farlo, perché costretti dalla scarsità delle risorse. Il metodo è diverso, il risultato è lo stesso.
E difatti abbiamo appreso che sempre più comuni della provincia stanno approvando delibere di vendita delle azioni di MMS per fare cassa. Dapprima la Provincia di Pesaro (4,08%), poi il Comune di Mombaroccio (0,5%) quindi il Comune di Urbino (2%) e il comune di Tavullia (0,7%) ed infine quello di Pesaro (2,5%). Ma chi compra? Ovviamente nessun altro comune. Compra il socio privato Hera spa che così accresce la sua quota in MMS. Fino a quando andrà avanti questo gioco, visto che tutti comuni vogliono fare cassa?
Ricordiamo che lo statuto di MMS e i patti parasociali riservano la maggioranza delle quote ai comuni, che quindi non possono diventare minoranza rispetto ai privati. Chiediamo perciò al Sindaco di Pesaro se intende continuare a garantire questo impegno politico.
Noi di Bene Comune siamo preoccupati di questo prevalere della componente privata che già da posizioni di minoranza ha potuto esprimere i vertici aziendali con la nomina di Tiviroli (Hera spa) a guida della società. Siamo contrari alla pratica, seguita in questi ultimi anni, di continuo aumento delle bollette, divenute ormai insostenibili, finalizzata ad aumentare gli utili di bilancio da distribuire ai soci, di cui quello privato ha ormai quasi raggiunto il 50%.

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