Salute, Sanità ed ospedale. Riflessioni di Bene Comune

Si è riaperto in questi giorni il dibattito sull’ospedale unico e sulla eventuale sua sede. Se non fosse che le conseguenze l le pagano i cittadini, mi sembrerebbe di trovarci all’interno di un racconto Kafchiano, surreale e paradossale. Proviamo a valutare alcune questioni. Il problema principale della nostra sanità territoriale sono l’accesso e l’erogazione dei servizi essenziali di assistenza. Proprio questi giorni un esempio ci è dato da una signora di 43 anni che secondo i piani regionali dopo i 40 anni ha diritto allo screening mammario con mammografia a cui dovrebbe essere chiamata direttamente. Non avendo avuto alcuna comunicazione ( come mai?) la signora ha preso direttamente l’appuntamento, questo le è fissato nel marzo 2018(??????????????), ma di cosa stiamo parlando? Di fronte a queste situazioni c’è da domandarsi ma è l’ospedale unico il problema?

BC, come sempre ribadito dal Coordinamento La Salute ci Riguarda, sottolinea che:

concentrare l’attenzione sull’ospedale unico è una strategia assurda ed è come cominciare a costruire una casa dal tetto. La prima cosa è curare la diffusa ed accessibile rete di servizi di diagnosi e prevenzione ed la seria programmazione delle prestazioni. Dice bene il Presidente della Fondazione Carifano riguardo alla proposta di sovvenzione della IORT: va programmato un servizio, vanno concentrate prestazioni, (perché no a Fano, gli spazi ci sono, vanno solo adeguati), purtroppo al presidente nessuno dirà che questo non avverrà mai.

Quando poi passiamo alle discussioni sul sito dove allocare la nuova struttura ospedaliera scendiamo addirittura sul surreale. L’avversione a Fosso Sejore e Muraglia non ha premesse capziose, si appoggia su problemi già ampiamente documentati. Fosso sejore ha quattro ,non uno, ma ben quattro vincoli ambientali tra cui, per evidenza dei fatti, un grande rischio idrogeologico, e Muraglia ugualmente , con gli ulteriori scavi che saranno necessari, è riconosciuto che potrebbe avere grossi problemi di stabilità territoriale.

Se poi parliamo della viabilità tocchiamo il fondo della disinformazione e della falsità. La posizione di Muraglia e Fosso Sejore non è ottimale, è drammatica ! Obbligare chiunque, per raggiungerle, ad attraversare le aree urbane di Fano o di Pesaro, che non brillano certamente per fluidità, è assurdo. Pensare poi i che gli abitanti delle vallate del Cesano e del Metauro, avrebbero come unico accesso, attraverso Fano, la Statale 16, d’estate si fa prima ad affidarsi al Cielo. Che Muraglia e Fosso Sejore siano ottimali per la viabilità è una balla. Per l’accesso ad un ospedale provinciale sono autostrada e superstrada ad essere ottimali, non un statale come questa.

Per quanto riguarda il problema della privatizzazione di molte prestazioni, per altro già da tempo avviato, è l’ ennesimo paradosso. Progettiamo un struttura la cui vita dipenderà dalla capacità e della qualità delle prestazioni, altrimenti non ha alcun senso, e contemporaneamente favoriamo la fuga e l’impoverimento delle competenze nelle nostre strutture, sono le competenze che garantiscono la qualità delle prestazioni.

Per quanto riguarda i soldi una sola possibilità, il Proget financing con due conclusioni, l’ennesimo scheletro incompiuto ( con conseguente devastazione ambientale) e l’ennesimo debito scaricato sui nostri figli

Un po’ di saggezza; volenti o nolenti dobbiamo accontentarci delle strutture che abbiamo ( chi di noi non desidererebbe una bellissima casa nuova, invece dobbiamo accontentarci dei nostri appartamentini). Con 30 di milioni, non è una nostra riflessione ma è parte di un documento della Provincia, contro il non ben definito costo di un nuovo ospedale ( 600 milioni basteranno’) si possono implementare e rendere efficienti le strutture esistenti, abbiamo una carenza di servizi territoriali e progetti di prevenzione, perché non cominciare da lì.

 


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