L’assessore deraglia, ed esce persino dai binari della propria giunta.

L’assessore Del Vecchio ha recentemente dichiarato ai giornali locali che è “pura follia ripristinare la ferrovia Fano-Urbino” e che”l’Udc di Fano si opporrà con tutti i mezzi a questa ridicola e scellerata scelta politica”.

Noi potremmo rammentare a Del Vecchio, il quale ha inserito il motto “salvaguardia dell’ambiente” tra i suoi slogan in giro per Fano, che tornare ad investire sul sistema ferroviario locale fa parte di una visione lungimirante per svincolarsi dalla crisi del petrolio e per iniziare ad inquinare meno rispetto al trasporto su gomma: il ripristino della ferrovia Fano-Urbino fa parte appunto di questo progetto di salvaguardia dell’ambiente. Ma da questo punto di vista l’uomo non ci sorprende più di tanto perché, al di là degli slogan dell’ultima ora, le posizioni politiche tenute da Del Vecchio in questi cinque anni non hanno certo brillato in sensibilità ambientale (chi ha avuto la costanza di seguire qualche consiglio comunale se ne è potuto render conto da solo).

Quello che invece abbiamo il dovere di sottolineare è che, se come candidato alle prossime elezioni Del Vecchio può pensarla come meglio crede, come assessore ha l’obbligo di conoscere le volontà politiche della giunta di cui egli è oggi pienamente organico e per cui noi cittadini fanesi lo paghiamo. Infatti Del Vecchio non può ignorare che l’attuale Giunta Comunale di Fano ha ufficialmente deliberato (Delibera n.445 del 30 novembre 2006) un “indirizzo amministrativo volto all’inserimento della riapertura della linea ferroviaria Fano–Urbino nel PRS (Programma Regionale di Sviluppo)”.

A questo punto chiediamo a Del Vecchio di dare un segno della più elementare coerenza e perciò di dimettersi immediatamente da Assessore in quanto le sue pesantissime parole (“pura follia…”, “ridicola e scellerata scelta politica”), che in un contesto civile non dovrebbero essere ammesse nemmeno contro avversari politici, sono in realtà rivolte anche verso la sua stessa giunta….
Attendiamo gradita conferma.

Massimo Lanci
Consigliere Lista Civica “Bene Comune”
(pro-ripristino ferrovia Fano-Urbino)

7 comments to L’assessore deraglia, ed esce persino dai binari della propria giunta.

  • Da ex collega consigliere alla V circoscriz. non mi meravigliano certe lungimiranze. M.C.

  • Giovanni

    Penso che il ripristino della ferrovia Fano Urbino possa essere anche utile al fine della creazione di nuovi posti di lavoro, persino gli USA con Obama, pensano di investire di nuovo nel trasporto collettivo ferroviario…
    La crisi si scaccia con tante idee, tante ricette.

  • michele

    Lo studio della SVIM è stato fatto commettendo nelle conclusioni un errore madornale.
    La normativa (art2,comma 2,lettera a) L. 662/1996) prevede che il rapporto tra il ricavo da traffico ed il costo operativo non debba essere inferiore a 0,35 per essere competitivo il servizio di trasporto oggetto di studio.
    Ebbene, cosa si è inventata la SVIM per rendere negativo il giudizio sulla riapertura??
    Al denominatore invece dei costi operativi ha messo i costi totali !!
    Quanto bastava al politico di turno per giustificare la non rimessa in servizio della linea.
    La ferrovia Fano – Urbino non si doveva riattivare.
    Caro Leonardo o chiunque tu sia, le piste ciclabili e/o pedonali realizzate su ex ferrovie hanno senso solo se realizzate su percorsi dismessi in seguito a realizzazioni di varianti di tracciato, vedi Pescara, San Remo, Benevento ecc. ecc.
    Se non sai cosa fare il 25 aprile ti consiglio di andare alla rinaugurazione dell’ennesima ex ferrovia seguendo le indicazione del sito:
    http://www.teb.bergamo.it/user/Homepage.aspx

    ps oggi ho percorso i 3Km della bretella Fermignano-Urbino, che emozione, ogni mt 25.000 euro e tutto in un minuto e mezzo. No comment.

  • Soffro molto quando vedo in contrapposizione cose giuste… Come togliere i pannelli solari per mettere le pale eoliche… Per me è una sofferenza vedere una pista ciclabile sulla ferrovia per Cortina… Per la quale so esserci oggi, dopo altre esperienze in Adige, un grande pentimento per ciò che non c’è più.

  • leonardo

    Vi siete dimenticati di un particolare: esiste una relazione tecnica fatta dalla SVIM , perfettamente condivisibile che esclude la possibilità tecnica di ripritinare la ferrovia. I motivi principali sono relativi agli attraversamenti, galleria di Tavarnelle, Ponti (Fossombrone)non a norma e non agibili.
    Stessi motivi evidenziati in una relazione del 1996 e visibile nel sito : http://www.lavalledelmetauro.it/standard.php?lingua=it&id_sezione=21&id_sottosezione=10&record=10774
    dove è possibile vedere una documentazione fotografica e uno schema progettuale per valorizzare la ferrovia come corridoio pedonabile – ciclabile.

  • michele

    Scrivo questo commento dopo aver letto il nuovo comunicato stampa di Del Vecchio che ribadisce le sue posizioni.
    Non mi meraviglia la sua estrema difesa, anche il generale Cadorna sosteneva che le sue strategie erano esatte, poiché a morire non era lui ma i suoi soldati: oltre 10mila e non contiamo i feriti e dispersi.
    I 50mila residenti della vallata del Metauro sono le sue vittime designate mentre lui vuol far credere di proteggerle; i feriti e dispersi sono tutti i cittadini che gioirebbero visitando quella stupenda vallata in modo diverso, anche con la bicicletta che potrebbero caricare comodamente sopra il treno.
    Non ha nulla a sostegno delle sue tesi; tutte le forze politiche, ed è una cosa straordinaria, si sono espresse a favore del ripristino (vedi delibera provinciale 15/2009 visibile sul sito FVM); io personalmente ho raccolto le firme depositate al ministero delle infrastrutture per evitare la dismissione (leggasi alienazione) nei paesi della vallata che ardentemente desiderano quel servizio e non mi sembravano preoccupati delle conseguenze di una linea ferroviaria.
    Vorrei ricordare a Del Vecchio che la Valle del Metauro non finisce a Cuccurano ma arriva fino a Borgo Pace, agli estremi confini marchigiani; ed è triste pensare che una persona che ha deciso di dedicare la sua vita o parte della sua vita alla politica, quindi al servizio dei cittadini, si interessi solo di non perdere o di acquisire i voti di chi, male informato, si preoccupa di un treno che gli passa vicino alla propria casa.

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