Un Prg, ed una Legge, contro il territorio

Quante analogie tra il PRG di Aguzzi ed il Piano Casa di Berlusconi! In entrambi i casi, con la scusa di voler agevolare la ripresa economica, si prevede di aumentare l’edificabilità delle nostre città, in deroga a regole e precauzioni che durano da decenni. Sembra proprio che l’unico modo di “fare cassa” per i Comuni e per lo Stato sia quello di consumare il territorio, in barba ad ogni elementare regola di buon senso e senza preoccuparsi della futura vivibilità del nostro Paese. Nei giorni scorsi tre famosi architetti: Aulenti, Fuskas e Gregotti (a cui si sono poi aggiunti Cervellati, De Lucia, Insolera, Salzano ed altri) hanno lanciato un appello contro il provvedimento sul sito del quotidiano La Repubblica.
Su questo tema ci è giunto un articolo di una nostra “lettrice” che volentieri pubblichiamo:
“Grandi risparmi per il Comune: può mandare a casa tutti i dipendenti dell’ufficio urbanistica ed edilizia privata, niente più soldi a fior di consulenti per redigere piani regolatori. Con la nuova grande idea di Berlusconi per risolvere la crisi, ora chiunque, proprietario di qualcosa, può ampliare del 20%, senza chiedere il permesso a nessuno. Basta che trova un architetto disponibile a prendersi tutte le responsabilità. Cioè dire che il progetto è ok, perché non compromette la stabilità dell’edificio, rispetta le distanze e non è in zona di inedificabilità assoluta. In barba a tutti i piani regolatori ed ai regolamenti edilizi. In barba a 67 anni di storia e prassi urbanistica, cresciuta in sapienza, se pur non sempre in buon uso. Si può sopraelevare, chiudere terrazzi, allargarsi o costruire un po’ più in là, un po’ insomma, dove si vuole. Facciamo pure spuntare bubboni un po’ qua un po’ là, tanto non controllerà più nessuno. Commissione urbanistica ed edilizia a casa: niente più concessione. Non è più il Comune che concede il permesso di costruire, grande conquista degli anni ’70, in nome di un benessere pubblico che l’Ente Locale tutela. Siamo tornati all’individualismo più sfrenato, che semplicemente comunica, con una DIA (denuncia di inizio attività) le sue intenzioni edificatorie. Poi il comune se ha voglia interviene, altrimenti, dopo un mese, via libera con il silenzio-assenso.
Tranquilli fanesi, per le vostre B5 mancate. Non ce l’ha fatto Aguzzi, contro la Provincia? Ci ha pensato Berlusconi. Avete 100 mq di appartamento? Ora potete costruirne altri 20. 120 mq in tutto. Una stanza ed un bagno in più all’incirca. Così potete sistemare quel “bamboccione” di vostro figlio con la morosa: camera con bagno, panni lavati e stirati, piatto in tavola. Oppure dividi 120 mq in due appartamenti da 60. E magari li vendi. Così con poco, raddoppi il capitale… ed il carico antropico. Ti spaventano le tasse? Tranquillo. Tanti begli sgravi fiscali, in particolare pochi oneri al Comune, così se poco poco voleva farti un parcheggio, una scuola, una pista ciclabile, un giardinetto in più, non lo può più fare. Tanto tu sei contento lo stesso col tuo bel nuovo bubbone! Pensate che bello, passeggiare in mezzo a bubboni e cemento, senza sapere dove guardare e dove parcheggiare. Però così gira l’economia. E se anche tu non ci credi, a questa immensa bufala, ti conviene stare zitto, se no non puoi chiudere il terrazzo, che anche a te, farebbe un gran comodo. L’ha pensata proprio bene. Ha messo il bavaglio a tutti. Diamogli un bel nome a tutto ciò: deregulation! Al bando ogni regola. Al bando quel compito fondamentale degli Enti Locali di salvaguardare il bene comune, di guardare al di là degli interessi particolari per garantire benessere e servizi alla collettività. Nella logica liberista ed arrogante di Berlusconi, l’invito è: fate quello che vi pare! Poi se ho la casa un po’ più grande, ma la città è diventata invivibile con chi te la puoi prendere? Solo con te stesso! Che hai votato dei miopi ambiziosi ed arroganti, che per conservare la poltrona si limitano a fare decreti tappa buchi, incapaci di attivare politiche di lungo periodo, in grado di modificare abitudini, creare tendenze virtuose che garantiscano stabilità. E intanto il Bel Paese ammuffisce”.
una lettrice


Commenti

2 risposte a “Un Prg, ed una Legge, contro il territorio”

  1. Il terremoto in Abruzzo ha messo il bavaglio a questo fantastico decreto sui bubboni. Ci avete fatto caso che non se ne parla più? Non so con che coraggio possono ripresentare l’argomento al pubblico, dopo che le macerie hanno mostrato quanto essere “furbi” a derogare sulle leggi antisismiche e sui controlli di legge sia pura follia, che fa risparmiare (o guadagnare)qualche quattrino lì per lì, e poi non ti risparmia il bene più prezioso: la vita!

  2. Avatar Laura Finocchi
    Laura Finocchi

    Articolo molto interessante con cui concordo quasi interamente a parte l’elogio per le regole del passato, che , sicuramnete necessarie, non hanno impedito la scellerata costruzione o ristrutturazione di molti quartieri centrali e semi-centrali di Fano.
    Scellerata perchè fatta di raffinate palazzine per pochi o di mini appartamenti 40/50 mq non utili a nessuno se non per chi può investire in un di più da affittare per l’estate.
    Ai giovani fanesi che vogliono mettere su famiglia con tenore di vita media è stata espropriata la propria città. Se vuoi fare famiglia vai ad abitare fuori e oggi ancora più fuori di qualche anno fa.

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