Simbolo

di Valter Toni (Kaleidon) –  2004

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Il nome
Trovare un nome per una lista civica per le elezioni amministrative del Comune di Fano non è stato un compito semplice. Abbiamo voluto da subito escludere lo stesso termine “Lista Civica”, spesso usato in modo improprio e fuorviante.
La ricerca di un nome nuovo e originale ci ha portato a proporre “Bene Comune”, dove il termine “comune” si può intendere per “diffuso, condiviso” e nello stesso tempo richiama l’istituzione di governo locale. Si potrebbe spiegare con uno slogan “Un comune amministrato bene per il bene comune”.
E di seguito propositi impegnativi e di buon auspicio:
“Lavoriamo tutti per il bene comune.”
“Siamo tutti indispensabili per il bene comune.”

Il simbolo
benecomune.gif Gli elementi che compongono il simbolo sono:
– Lo stemma di Fano
– Il logotipo
– Tre api

Lo stemma araldico di Fano è sullo sfondo. Semplificato con una leggera inclinazione che vuole rappresentare la futura dinamicità della città.

Le api sono forse gli unici insetti che, nell’immaginario collettivo, non evocano sensazioni negative, ma al contrario suggeriscono degli aspetti di cooperazione che possono fungere da modello anche per una comunità umana. In un convegno del 2001 sulle api dal titolo “Le api scrigno di virtù” sono stati presi in esame una serie di testi, dalla letteratura greca ad oggi, dove vengono presentati i valori simbolici positivi di questo insetto. Citiamo uno dei testi a noi più noti, Pinocchio, dove il paese detto “il paese delle api industriose” è abitato da persone operose che considerano il lavoro il valore più importante della vita.
Qualcuno ha definito quella delle api come una “comunità perfetta” che fa della solidarietà uno dei suoi capisaldi. Le api non lavorano per sé stesse ma per la regina. Nel nostro caso la Città di Fano è l’ape regina. Non dimentichiamo infine che per difendere il “bene comune” le api possono essere “pungenti”, ma anche qui sacrificando sé stesse.
Le api sono tre, il “numero perfetto” che indica fin dai tempi antichi, la completezza, il definitivo. Ma qui vuole soprattutto rappresentare, un gruppo, una comunità di persone pronte a operare per il bene comune.

Il logotipo “Bene Comune” utilizza un carattere tipografico non casuale. Si tratta del Griffo corsivo che fu disegnato nel 1503 appunto da Francesco Griffo per Ghershom Soncino.
Griffo aveva lasciato la tipografia di Aldo Manuzio per recarsi a Fano presso il tipografo Soncino. Qui egli incise un corsivo molto simile a quello aldino, soltanto leggermente più pesante. Con questo carattere il Soncino stampò nel 1503 “le rime” del Petrarca, pubblicate con una dedica a Cesare Borgia in cui il tipografo si produsse, tralaltro, in una famosa diatriba circa l’originalità dei caratteri “aldini” ideati e creati dal Griffo.

Un ringraziamento speciale per la collaborazione gratuita e per i consigli preziosi va a: Alessandro Ramberti, Lisetta Bruni, Andrea Steinfl, James Clough, Patrizia Casadei



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