Sulla vicenda dell’Assessore Davide Rossi

Lungi dal volerci intromettere nelle vicende interne di un partito o, in questo caso, di un’altra lista civica, non possiamo non intervenire circa l’allontanamento di un Assessore soprattutto quando la vicenda non riguarda più un singolo movimento politico, ma l’intera città e l’utilizzo delle Istituzioni che la governano.
E’ triste constatare che il Sindaco vuole utilizzare le Istituzioni, in questo caso l’assessorato alla Cultura del Comune di Fano, per motivi prettamente politici o di strategia personale.
Il tentativo di sostituzione di Davide Rossi con una persona più fedele al Sindaco nel ruolo di Assessore alla Cultura, non corrisponde ad un cattivo giudizio dato nei confronti dell’operato di Rossi, ma più probabilmente alla necessità di avere una persona che segua maggiormente le sue direttive.
In questi mesi infatti Davide Rossi si è dimostrato uno spirito abbastanza “libero” rispetto alla Giunta fanese non mancando di criticare operazioni su cui non era d’accordo (vedi l’incorporazione di Aset nella azienda unica provinciale guidata da Aspes, il Prg, ecc.) e portando avanti una politica culturale – tramite la Fondazione Teatro – aperta alla città, ai gruppi ed alle Associazioni culturali che la animano.
Se Aguzzi aveva promesso in campagna elettorale di “cambiare” metodo rispetto a certe giunte di centro-sinistra troppo ripiegate nell’occupazione del potere fine a se stesso, con questa operazione ha dimostrato di utilizzare gli stessi metodi. Chi fa politica dovrebbe sempre tener conto del fatto che coloro che sono stati eletti dai cittadini non possono occupare le Istituzioni per fini politici personali, ma debbono perseguire il bene comune in un’ottica di servizio.
Fra l’altro tutta l’operazione rischia di non essere capita dai cittadini, o da coloro che non “leggono tra le righe” delle singole vicende politiche.
Dietro la volontà del sindaco di silurare l’assessore alla Cultura Davide Rossi, e di sostituirlo con una persona più fidata, ci sono manovre poco chiare, e di cui non si percepiscono i reali obiettivi. Questa sostituzione non può essere certo determinata da una non condivisione delle politiche culturali portate avanti da Rossi, perché finora nessuno all’interno della Giunta – tantomeno il Sindaco – ha contestato tali politiche. Non può essere determinata da una mancanza di consenso della città verso tali politiche, perché finora si è registrato un generale apprezzamento verso l’impostazione culturale data da Rossi, in particolare nel settore musicale e teatrale, con la scelta più che azzeccata del sovrintendente del Teatro della Fortuna nella persona di Brunetti. Forse uno dei motivi potrebbe essere il consenso personale ottenuto da Rossi che rischierebbe di fare “ombra” ad Aguzzi, ma sarebbe insufficiente e puerile come causa di rimozione di un Assessore.
Il motivo probabilmente è un altro. Potrebbe essere ad esempio la chiara volontà di Rossi di opporsi all’incorporazione di Aset nella nuova società unica provinciale dei servizi, che invece Aguzzi non ha mai nascosto di voler perseguire, pur con alcuni paletti in merito alle “poltrone” da spartire. Oggi infatti la lista “La tua Fano” è divisa su questo tema (avendo parte di essa aderito anche alla campagna per l’acqua pubblica) e la sostituzione di Rossi con un uomo più “fedele” al sindaco potrebbe cambiare gli equilibri interni alla stessa lista. In ogni caso in questo modo Aguzzi mostra la sua debolezza, e comunque non ci farà una bella figura di fronte alla città.
La lista Bene Comune esprime pertanto solidarietà a Davide Rossi, e si rammarica del modo e delle motivazioni con cui viene esautorato dall’incarico di Assessore alla Cultura.
Come Bene Comune noi condanniamo innanzitutto l’uso di ruoli istituzionali da parte del Sindaco per le sue strategie politiche. E’ proprio l’occupazione di questi ruoli “a prescindere” dalle competenze o dai risultati ottenuti, che allontana sempre più le persone dalla politica e che fa dare della politica un giudizio negativo indipendentemente dalle collocazioni partitiche


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