Cos’è la politica del fare di Italia dei Valori?

Spiace che Acacia Scarpetti se la sia presa relativamente alle mie dichiarazioni di incoerenza di IDV – Italia dei Valori sull’appoggio alla giunta Aguzzi di Fano per il concorso alla nomina del neo-assessore Pierini.
Innanzitutto la coerenza è un valore e non è una ideologia, per cui il suo riferimento agli steccati ideologici è fuori luogo.
Poi cosa significa la politica del fare? Forse che l’amministrare una città o un territorio è solo un fatto pragmatico e non è invece legato ad una visione della società, ad un progetto che guarda al futuro, ispirato a dei valori, animato dalla volontà di contribuire al benessere dei cittadini, e che pertanto non è completamente neutro rispetto alle culture politiche oggi presenti nel nostro Paese?
Se non c’è una visione strategica del futuro, il rischio è che la politica del fare, diventi semplicemente la politica del “fare affari”.
La coerenza, poi, è legata al fatto che in campagna elettorale (ricordo bene quanto dichiarato nelle ultimi elezioni politiche) IDV si presentava come alternativa al centro-destra, e ad un certo modo di fare politica. Mi pare quindi una evidente contraddizione dire che IDV si sente un corpo estraneo al centro-sinistra (standoci invece a Pesaro, in Regione, e a livello nazionale) e che “ha iniziato a seguire con interesse e positività l’attività del sindaco di Fano e della sua maggioranza, e non è da oggi che IDV a Fano non si sente in opposizione” (parole di Merlonghi). Come si fa, inoltre a dichiarare che “non è tradire l’elettorato riconoscere ad un sindaco democraticamente eletto, una mossa puramente tecnica”. Pensa davvero Acacia Scarpetti che la nomina di Pierini quale neo assessore a Fano abbia solo una valenza tecnica e non anche, e soprattutto, una valenza politica? Scarpetti crede ancora nelle favole?
Io non sono affatto sicuro che le caratteristiche di tecnico, o di grande esperto di un settore, siano quelle che servono veramente ad un politico. Ricercando la credibilità di un politico nella sue capacità professionali, dimentichiamo di domandarci quali siano le motivazioni che gli permettono di prendere decisioni realmente rivolte al bene comune. Cercando in ogni scelta soprattutto l’efficienza, dimentichiamo di discutere le intenzioni che la animano. E questo è un grande errore perché ogni scelta ha le proprie radici nel fine, nell’ipotesi di futuro che poco ha a che fare con quel criterio di efficienza che pretende i fatti subito.
Fra l’altro le prime dichiarazioni di Pierini, a proposito della necessità del nuovo ospedale unico tra Fano e Pesaro (l’affare del secolo), sembrano poco tecniche e già molto politiche e paiono “saldare” interessi di alcuni “poteri forti” che si erano già espressi su queste materie (anche se Aguzzi aveva in precedenza dichiarato che era contrario ad un nuovo ospedale tra Fano e Pesaro e preferiva potenziare l’attuale S.Croce), ed a questo proposito non mi stupisce il silenzio di DS e Margherita su questa vicenda.


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *