Ricostruiamo i fatti.

  • Dicembre 2001: il 2° governo Berlusconi inserisce in finanziaria l’avvio del processo di privatizzazione della gestione dell’acqua.
  • Primavera 2004: la giunta Aguzzi, da poco eletta, comincia a dire che occorre attrezzarsi per la vendita della quota di ASET che gestisce l’acqua.
  • Febbraio 2005: Riccardo Petrella, segretario generale del contratto mondiale dell’acqua, massimo esperto mondiale, parla alla Scuola di pace di Fano e fa un appello per mobilitarsi contro le manovre per privatizzare l’acqua. Bene Comune raccoglie subito l’appello e inizia una campagna di iniziative e informazione sull’acqua pubblica. A questa campagna, che sfocerà nella raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare a sostegno dell’acqua pubblica, aderisce, oltre ai partiti del centro-sinistra, anche La Tua Fano.
  • Novembre 2009: Bene Comune e Fano a 5 Stelle presentano una proposta di modifica dello Statuto comunale per dichiarare l’acqua “bene comune privo di rilevanza economica” e sottrarla quindi alla privatizzazione inserita nell’art. 15 del Decreto legge n. 135 del 2009.
  • Novembre 2009 – Luglio 2010: per 8 mesi la giunta impedisce che la proposta di modifica dello Statuto comunale per dichiarare l’acqua “bene comune privo di rilevanza economica” giunga in consiglio comunale. La giunta non sa che pesci pigliare: finalmente il 14 luglio 2010 la proposta di modifica dello Statuto giunge in consiglio comunale, quando però diversi consiglieri sono in ferie. 5 consiglieri comunali di maggioranza votano comunque a favore, ma nessuno de La Tua Fano: il capogruppo de La Tua Fano Oscardo Ferri è l’unico che avrebbe votato a favore, ma il 14 luglio è assente, per cui per 1 voto la modifica dello Statuto non raggiunge i necessari 16 voti.
  • 27/9/2010: Bene Comune, Fano a 5 Stelle e Sinistra Unita ripresentano la proposta di modifica dello Statuto. Il segretario generale chiede delle modifiche per poter dare il parere favorevole.  Pur di ottenere un voto unanime Bene Comune, Fano a 5 Stelle e Sinistra Unita accettano la richiesta.
  • 28/3/2011: si vota in consiglio comunale. La Tua Fano, per bocca del Sindaco, dell’assessore Severi e del consigliere Mattioli, non avendo più argomenti per opporsi alla modifica dello Statuto, sostengono incredibilmente che la modifica viola la legge (quando invece il segretario generale ha scritto che è perfettamente legittima) e quindi votano contro la modifica dello Statuto. Il capogruppo de La Tua Fano Oscardo Ferri esce dall’aula poco prima del voto.

Tiriamo le conclusioni. Mentre siamo convinti che la base de La Tua Fano sia ancora convintamente contro la privatizzazione dell’acqua, è evidente che il Sindaco Aguzzi, l’assessore Severi, il consigliere Mattioli e qualcun altro dei vertici de La Tua Fano non vedono l’ora di privatizzare e fare cassa. Lo dimostra anche il fatto che l’ASET, cioè La Tua Fano, dovendo trovare un partner per la privatizzazione del gas sceglie incredibilmente l’ACEA di Roma, società che primariamente si occupa di privatizzazione dell’acqua e che è considerata la bestia nera delle società che si occupano d’acqua, più volte accusata, in combutta con le multinazionali dell’acqua, di causare disastri nei paesi impoveriti del Sud del mondo dove privatizzare l’acqua significa spesso sottrarla alla disponibilità della popolazione povera. Se ACEA entra a Fano con il cavallo di Troia del gas, chi la fermerà nella privatizzazione dell’acqua? A questo punto solo il referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno prossimi potrà spazzare via queste manovre e bloccare per sempre le ambizioni indecenti di una parte dei vertici de La Tua Fano.


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