Noi sappiamo bene da che parte stare…

“Stare da una parte o dall’altra” dice il consigliere D’Anna, noi vorremmo stare dalla parte della salute dei cittadini e non da quella populista di un facile consenso. Il coordinamento La salute ci Riguarda, di cui BC fa parte, ha promosso in questi mesi una campagna d’informazione e di evidenza degli atti amministrativi, e quindi bene ha detto Luciano Benini, quello dell’ospedale è un falso problema, ora bisogna lavorare per creare una rete diffusa di servizi di diagnosi, prevenzione, bisogna arricchire quella medicina di prossimità al cittadino, che consente di sentire meno bisogno dell’ospedale, che lo accompagna sia nell’accesso sia all’uscita del ricovero. Siamo ancora convinti che non ci siano prove chiare di fattibilità che giustificano l’operazione dell’ospedale unico, crediamo, come la gran parte dei cittadini, che l’operazione Fosso Sejore sia promossa per altri scopi. Non credo che i fanesi lo vogliano lì per sentirlo loro. Il piano sanitario sta disegnando un ospedale di riferimento provinciale, saranno i sindaci, finalmente a disegnarlo e valutarlo se davvero necessario. Non è argomento di campagna elettorale o di accordi politici. Sparare bordate ogni tanto, come fa il consigliere D’Anna sarà utile alla sua campagna elettorale, faccia pure, il suo metodo non ci appartiene, mai sarei voluto entrare in questo dibattito; le continue provocazioni di cui spesso ci fa oggetto non ci interessano, qui non è in gioco il successo personale ma la salute dei cittadini. E se riteniamo assolutamente condivisibile l’intervento sull’uso improprio dei tecnici per un incontro di partito, non comprendiamo quale risultato, per la salute dei cittadini vuol raggiungere con l’attacco a BC. Noi continueremo il nostro impegno d’informazione e di coinvolgimento dei cittadini. Il 29 giugno alle ore nell’ex chiesa del Suffragio, il Coordinamento la Salute ci Riguarda organizzerà un incontro su Piano Socio sanitario la rete dei servizi e la rete ospedaliera cui tutta la cittadinanza è invitata a portare il proprio contributo.

Carlo De Marchi


Commenti

11 risposte a “Noi sappiamo bene da che parte stare…”

  1. Avatar Roberta Ansuini
    Roberta Ansuini

    Tanto per dissipare ogni dubbio sulla fermezza, solidità e coerenza delle nostre idee… date un’occhiata al programma del 2004… (https://www.benecomune.it/benecomune-programma.pdf) A pg 7

  2. Avatar Antonio Colucci
    Antonio Colucci

    Cara Roberta Ansuini, sono pronto a riconoscere agli amici di Bene Comune coerenza e attaccamento alle tematiche che la contraddistinguono e che spesso condividiamo e di non averle finora mai svendute e testimonianza ne è la nostra alleanza alle scorse elezioni amministrative e il nostro appoggio alla candidatura a sindaco di Carlo De Marchi. Però noi (Movimento 5 stelle)al vertice del centro-sinistra col PD e il gotha della sanità locale non ci siamo andati perchè imputiamo a quel partito la responsabilità del disegno di ospedale unico che desertifica tutti gli altri servizi della sanità provinciale, del tentativo di privatizzare un servizio essenziale come quello sanitario, della poca trasparenza e della mancanza di democrazia e di presa in considerazione del sentimento comune dei cittadini. Responsabilità pari sulla stessa questione non posso attribuirne a Giancarlo D’Anna e quindi nulla ci impedisce di condividere con egli una battaglia che riteniamo giusta nell’interesse di tutti. Così come, non per essere salomonici, ma perchè ne consideriamo tutto il valore, seguiamo con attenzione e non manchiamo di testimoniarne la stima il lavoro del coordinamento “la salute ci riguarda”.

  3. Mi ha sempre affascinato il trascorre del tempo perché, tra tante altre cose, mette alla prova se stessi e gli altri e permette poi , a chi vuole, di fare un’analisi su idee, comportamenti, scelte e molto altro. Sulla questione sanità in questi lunghi anni da amministratore, prima in consiglio comunale in minoranza a Fano, poi come assessore e successivamente come consigliere regionale ho avuto modo di esprimere la mia opinione e di proporre soluzioni e allo stesso tempo verificare continuamente l’evolversi, se così si può dire, del relativo dibattito. Mi permetto di ricordare dal punto di vista storico-cronologico la questione sanità partendo dalla questione Santa Croce, consapevole di poter dimenticare alcune cose, mi auguro secondarie.
    Quando iniziai la battaglia a difesa dell’ospedale di Fano lo feci anche sulla base di una mozione che Adriana Mollaroli fece in regione , io ero allora consigliere comunale di minoranza a Fano, che “sponsorizzava” un unico ospedale tra Pesaro e Fano. Lì, più o meno nasce la vicenda , quantomeno acquista una certa visibilità. Seguirono una serie di iniziative, condotte da Alleanza Nazionale, atte a sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto stava accadendo o sarebbe potuto accadere. Ci fu, a cura del PDS un convegno sull’ospedale unico alla chiesa del Suffragio nel quale emersero numeri e prospettive sulle quali, specie a sinistra, ci fu la massima condivisione. Questo poco prima delle elezioni amministrative nelle quali per la prima volta Stefano Aguzzi si presentò col centro destra nel 2004.Aguzzi condivise, insieme alla coalizione e sottoscrisse la battaglia di A.N. Battaglia che diventò uno degli argomenti più forti di quella campagna elettorale specie nella sua ultima fase, il ballottaggio, dove all’incalzare della coalizione Uniti per Fano sulla vicenda ospedale unico il centro sinistra in difficoltà, iniziò a sostenere con volantinaggi e riunioni che “l’ospedale unico era solo una montatura del centrodestra” rinnegando di fatto la mozione della Mollaroli e sopratutto il convegno sulla stessa questione svoltosi pochi mesi prima nella chiesa del Suffragio. Il centro destra vinse le elezioni a Fano, pochi mesi dopo fui eletto in consiglio regionale e continuai la battaglia, a pochi mesi dalla vittoria della coalizione Uniti per Fano .Lo feci per dovere di continuità e lontano da campagne elettorali , le quali spesso vengono tirate fuori nei dibattiti per sminuire o annacquare la validità delle tesi degli avversari. Battaglia fatta di una lunga serie di interrogazioni, mozioni e proposte focalizzate sul Santa Croce e sul futuro della Sanità con particolare riferimento alla provincia di Pu. Non le elenco ma chi vuole può fare riferimento alle varie rassegne stampa senza dimenticare il sito della regione Marche. Poi la questione sembra placarsi e pochi s’interessano, a parte qualche “fissato” per poi riesplodere nel 2007 quando uno dei partiti della coalizione Uniti per Fano, l’Udc nel momento in cui si riaccende il dibattito annuncia, tramite il suo segretario comunale, oggi assessore alla salute del Comune di Fano, Del Vecchio che “ ci saranno forti manifestazioni di protesta, sempre più dure contro la regione Marche che pensa di scherzare con la salute dei cittadini della provincia di PU” visto che “è ormai palese che c’è uno smantellamento dei nostri ospedali” e che si “vogliono svendere i beni immobilidella città di Fano e lasciare aperto il solo ospedale di Pesaro”. Oggi sappiamo come la pensa Del Vecchio che accusa di demagogia e populismo, chi sostiene quanto egli stesso ha sottoscritto. Alcuni dicono che solo gli imbecilli non cambiano idea. Forse sarà anche vero è altrettanto vero che non c’è prova provata del contrario, cioè che che cambia idea acquisisce un status diverso. Torniamo a noi. Si avvicinano le elezioni comunali e il 2008 si caratterizza per essere un anno in cui la questione ospedale unico si riaccende e durante quel periodo Carlo De Marchi, ancora medico al Santa Croce accusa il consigliere provinciale Ruggeri di Fossombrone e il sottoscritto di “campanilismo” per la strenua difesa del Santa Croce e degli Ospedali dell’Entroterra, destino permettetemi di dire, strettamente legato. A parte il dibattito sui giornali chiedo ed ottengo un incontro con Carlo de Marchi nel suo studio in ospedale per un confronto sulla questione. Sembra che in fondo poi quanto emerso nel dibattito mediatico non sia molto vicino alle reali posizioni tra noi due. Differenze emergono invece all’interno della coalizione Uniti per Fano, specie con l’assessore Pierini, successivamente scomparso dalla scena e differenze crescono tra me e il Pdl che nel frattempo era nato. Già perché quella linea condivisa e sottoscritta in ben due programmi elettorali, viene letteralmente stracciata e chi come il sottoscritto era rimasto “fedele” ad un impegno preso e riconfermato, viene redarguito pubblicamente da: coordinatore regionale, coordinatore e vice coordinatore provinciale, coordinatore e vice coordinatore comunale tutti del Pdl. Sai che paura! Comunque arriva il momento in cui si pone la prima “pietra” ospedale unico: la costituzione dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord. Denuncio il fatto che non trattasi di costituzione di un’Azienda ma di una incorporazione di Fano nell’azienda San Salvatore e che tale operazione, dal punto di vista “tecnico” assomigliava a quella che vide protagonista Mondolfo ai tempi dell’unione con Fano, 1967, cosa di cui avevo parlato con De Marchi nell’incontro del 2008 ma che Carlo, pubblicamente aveva considerato non paragonabile. Sta di fatto che oggi Fano, come Mondolfo allora ,giorno dopo giorno perde uomini, mezzi e prospettive.
    Dunque , prima della votazione in consiglio della costituzione dell’Azienda Marche Nord, la commissione regionale Sanità invita a Pesaro sindaci, comuni, associazioni e sindacati a un’audizione. Spicca l’assenza del comune di Fano ma cosa altrettanto grave non c’è nessun altro a parte il solito D’Anna che interviene sulla questione Marche Nord come se la salute riguardasse solo pochi. Sta di fatto che la legge arriva in consiglio regionale . Al momento della votazione l’aula si svuota non tanto da far mancare il numero legale ma sufficientemente da far approvare, 20 favorevoli e 2 contrari, D’Anna e Procaccini l’istituzione dell’Azienda. Esce tutto il Pdl a parte il sottoscritto e tre esponenti del centrosinistra tra cui l’ex assessore regionale Minardi. La mia contrarietà si basava sulla mancanza di garanzie e chiarezza sul futuro degli Ospedali a partire da quello di Fano in quanto si mettevano insieme due realtà, anche dal punto di vista patrimoniale (elemento fondamentale nel momento in cui si parla di investimenti futuri e project financing) senza chiarire aspetti importanti ma affidando le scelte al futuro “atto aziendale”. Ebbene su una questione così importante in modo serio e concreto NON E’ INTERVENUTO NESSUNO a destra come a sinistra e al centro nel momento in cui si poteva e doveva incidere. Viene poi il Piano Socio sanitario. Avendo a cuore la questione sanità e volendo seguire da vicino l’evolversi della situazione, in questa legislatura entro nella commissione sanità, le riunioni sul piano si susseguono sono quasi una trentina, vengono auditi oltre 700 soggetti propongo emendamenti prima in commissione e poi in consiglio per fare chiarezza sul futuro degli ospedali e della medicina sul territorio, continuo ad oppormi con forza alla creazione di un unico ospedale “per la copertura del livello minimo di cura e assistenza su area vasta” e la trsformazione dei piccoli ospedali in lungo degenza e riabilitazione denuncio il rischio di una privatizzazione della sanità e l’interbento dei privati facendo notare le contraddizioni di Mezzolani che prima negava l’intevento dei privati oggi è sponsor del project finacing. Lascio il Pdl dopo aver verificato l’accordo Pd Pdl a livello locale, provinciale, regionale e nazionale degli obiettivi sulla sanità. La conferma è avvenuta durante un incontro tra deputati e consiglieri regionali del Pdl Marche a Roma con l’allora ministro del governo Berlusconi , Fazio nel quale, dopo aver sottoposto al ministro la questione che riguardava la sanità nelle Marche e la questione più specifica dell’Ospedale Unico e le conseguenze sul resto degli ospedali del territorio, mi sono sentito rispondere che “su quel Piano e su quegli obiettivi c’è la massima condivisione” e che Carmine Ruta è anche “un amico.”
    Questo è il mio campanilismo! Poi come dicevo all’inizio di questa incompleta “storia”il tempo passa e vedere in questi giorni le capriole di saltimbanchi con o senza camice destreggiarsi in acrobazie dialettiche per rovesciare quando detto, affermato, sostenuto, condiviso, sponsorizzato mi fa capire che a molti, tutto “riguarda” meno che la salute intesa come diritto e bene comune.
    In conclusione questa è una battaglia non solo sanitaria, ma morale nella quale per quanto mi riguarda non ci sono steccati ideologici. Li ho superati , mi auguro di non essere il solo.

  4. Avatar Roberta Ansuini
    Roberta Ansuini

    Mi sta veramente intristendo questo tuo tentativo Antonio di farci sembrare quelli che vogliono andare a braccetto con il PD.
    Mi intristisce perchè da quelli come te mi aspettavo una modalità nuova di stare nel dibattito politico, che guarda alla serietà delle persone e delle proposte, che distingue chi sta usando i temi per portare l’acqua al proprio mulino e chi invece dice le cose in maniera coerente, trasparente, da anni esclusivamente per il bene della comunità.

    Nel merito, non credo ci voglia Einstein per capire che Bene Comune e La Salute ci riguarda, che sono due gruppi non schierati, non hanno alcun motivo per dar contro al PD “a priori” come fanno esponenti del centro destra fanese.

    Purtroppo, ci sono tutte le questioni sostanziali che motivano l’opposizione al PD, come ci sono quelle palesi “metodologiche” e altre di contenunto che motivano la distanza da D’Anna.

  5. Avatar Caro De Marchi
    Caro De Marchi

    la stampa di stamattina è di quelle che ti tolgono il fiato e ti fanno andare in bestia, sarà che questi giorni che non sto bene ho un limitato self control. POLILLO!!!!! Il loro guru ora è POLILLO!!!! E’ vergognoso, il gota del potere provinciale ha eletto Polillo come voce tonante: privatizzare, vendere, andare a tentoni ( i soldi ci sono forse, ma mica tanto, vedremo…………), non si può tacere, non si può tacere che ci concedono il dibattito pubblico a patto che …….. si metta in discussione il NIENTE!!!! ( Ho il timore che solo la loro sconfitta politica li fermerà PD con la L e senza L!!!!! chi pensa ad azioni solitarie ci pensi … si può fare). Poi chi può ringrazi il Carlino che continua ad ignorarci sistematicamente.
    Buona domenica

  6. Avatar Antonio Colucci
    Antonio Colucci

    Ritengo poco probabile un’alleanza del Movimento 5 stelle con Giancarlo D’Anna, perchè credo lui voglia legittimamente candidarsi come sindaco della nostra città e il M5S, candiderà solo cittadini comuni escludendo chi ha già ricoperto ruoli in politica. Riconosco a Carlo De Marchi un atteggiamento,sulla questione ospedale, più rivolto all’analisi delle questioni organizzative e perciò più interlocutorio rispetto a quello adottato da Giancarlo D’Anna. Certo il lavoro svolto dal coordinamento “la salute ci riguarda” è stato utile per tutti, evidenziando tutte le pecche nelle procedure seguite dagli amministratori nella scelta del sito di Fosso Sejore. Non vedo però una notevole differenza fra la posizione del Coordinamento a difesa dell’ospedale S. Croce e quella di ScR. Tutti e due pongono l’accento sulla priorità organizzativa e la qualità del personale sanitario anzichè sulla necessità di costruire un nuovo ospedale. Tutti e due indicano in alternativa il modello a rete realizzato nella vicina Romagna. Forse la differenza sta nel rapporto con il partito (PD) che governa le scelte sanitarie in provincia e in regione, D’Anna e i pro-S.Croce in assoluta opposizione BC e ScR più dialoganti.

  7. Avatar Luciano Benini
    Luciano Benini

    Caro Carlo (Moscelli), col PD non ci siamo mai andati. Per due volte abbiamo presentato Carlo (De Marchi) candidato sindaco alternativo a quello del PD. Quanto a D’Anna, lui fa la sua battaglia, la nostra posizione mi sembra molto più articolata e meno ideologica. Se un giorno l’ospedale unico si farà, ciò che conta è che serva ai cittadini, non che sia di qua o di là di Fosso Sejore.

  8. Avatar Roberta Ansuini
    Roberta Ansuini

    L’osservatore esterno che guardi a Bene Comune con prospettive e logiche tipo quelle che tu racconti Antonio -“maneggiare le questioni per ottenere maggior peso contrattuale”- non ha alcuna speranza di cogliere l’opportunità che Bene Comune è e sinceramente, non possiamo farci tanto.

    La risposta a D’Anna era doverosa perchè la questione vera non è Ospedali si/Ospedale no ma quali servizi. Non sono mai stati i muri di un ospedale a salvare le vite, ma le persone che ci lavorano dentro e SOPRATTUTTO la prevenzione e il monitoraggio… cioè i servizi.

    Sappiamo che questa posizione è impopolare per molti perchè difficile da quantificare e soprattutto impopolare verso i grossi costruttori/enti che hanno ben poco da lucrarci.

    Credo però che sia palese, se uno decide di fermarsi un attimo e pensarci, chi si stia preoccupando del bene dei cittadini e chi di fingersi il paladino di un ospedale che, secondo il piano sanitario, rischia di essere comunque a breve un fantasma.

  9. Avatar CarloMoscelli
    CarloMoscelli

    Preconcette e pretestuose le vostre critiche a Giancarlo D’Anna (uscito da un partito nel quale non si riconosceva più) e protagonista di tantissime battaglie non pro domo sua ma a favore dei cittadini, con atti concreti e non semplicemente a parole.Io vedrei molto bene una lista civica “D’Anna-Bene Comune-Grillini” ma sono convinto che alla fine voi andrete di nuovo col PD e gli altri da soli…

  10. Avatar Antonio Colucci
    Antonio Colucci

    La risposta a D’Anna, mi sembra esagerata nei toni, mi pareva sufficiente quella di Luciano Benini. L’accusa a D’Anna di strumentalizzare la questione a fini elettorali si può ritorcere verso chi la fa. Il PD sapendo di non farcela da solo cerca alleati e si presenta a casa sua con il gotha della sanità, figure cioè istituzionali che dovrebbero garantire la salute di tutti non quella di un partito. E voi, BC, agli occhi di un osservatore esterno, sembra maneggiate la questione per ottenere maggior peso contrattuale nei confronti del possibile alleato. Riconosco e apprezzo di aver tolto spessore al tema ospedale per spostarlo sulla organizzazione complessiva dei servizi sanitari sul territorio e d’altronde il leit-motiv dell’ospedale unico maschera l’inconcludenza rispetto all’attesa razionalizzazione dell’offerta ospedaliera che sarebbe dovuta scaturire dalla fusione dei due attuali nosocomi di Fano e Pesaro.

  11. mio caro carlo e miei cari apisti…d’accordo, non si strumentalizzano le questioni che riguardano i beni comuni primari e figuriamoci quello per eccellenza della salute…non so se d’anna ne approfitta, pone questioni e si basa sulla inamovibilità dell’esigenza dell’ospedale a fano e su questo non siamo d’accordo e lui lo sa…non credo allora che inetenda esser ‘cattivo’ e scommetto sulla sua onestà intellettuale che ho potuto verificare in altri momenti e in altro campo altrettanto pruriginoso come quello della salute mentale; lui fa la sua battaglia per il suo punto di vista che non condivido, tutto quì…per l’altro argomento, mon cher, sono stato amministratore in tempi e luoghi molto sospetti come dico sempre e credimi negli incontri di chiarimento dei dettagli mi son sempre portato dietro i tecnici che conoscevano meglio di me, è una questione di serietà e di rigore per chi partecipa ed ascolta per sapere, poi in questo caso si trattava di un intero schieramento della politica della nostra città, giusta allora la presenza di chi riesce a chiarirti meglio le cose, amen…
    sempre con simpatia accompagnata da un abbraccio sincero come al solito…
    bye, vito inserra…

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