Sabato 28 per dire “NO alle ronde”

Bene Comune aderisce alla iniziativa della “Lista civica Fano a 5 stelle” (Amici di Beppe Grillo) e invita a dire “No alle ronde”,  sabato 28 alle ore 17, in piazza XX settembre.

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Un po’ di informazione:

Ecco cosa scrive il COISP Aquila, il sindacato di Polizia:

Ritengo controproducente l’ufficializzazione delle “RONDE” approvata dal Consiglio dei Ministri, “Esercito per le strade? Polizia regionale? Ronde dei cittadini? Si sta parlando di un Paese nato ieri, in cui si debba approntare l’intero sistema della sicurezza? No, si parla dell’Italia! Pare quasi che gli uomini e le donne della Polizia di Stato che ogni giorno svolgono coraggiosamente il proprio lavoro neppure esistano…
E’ davvero incredibile e alquanto oltraggioso!”
Il COISP, ritiene che è lo STATO che deve garantire la sicurezza e non si può delegare i semplici cittadini per tutelare un bene essenziale come la “sicurezza”. Dare segnali come: i militari nelle città o le ronde significa colpevolizzare le Forze dell’Ordine e far sembrare che la situazione odierna è dovuta all’incapacità della polizia ad arrestare i malviventi quando sappiamo tutti che il vero problema è la mancanza della “certezza della pena”.
Il COISP ha la sensazione che, per la prima volta nella storia repubblicana, lo Stato stia per rinunciare ad una delle sue funzioni più importanti ed irrinunciabili: la gestione della sicurezza.
Appaltando il servizio, che deve essere svolto nell’interesse generale e secondo regole espressamente previste dalla legge e soprattutto con grande professionalità da parte di operatori qualificati ed esperti, visto che si tratta di intervenire sui diritti essenziali dei cittadini, a privati, che per forza di cose, non potranno mai garantire ne’ la stessa qualità del servizio né soprattutto la professionalità necessaria. Sarebbe un punto di non ritorno nella gestione della sicurezza le cui conseguenze non potranno non essere negative, è come se si chiedesse di operare ai farmacisti invece che ai chirurghi.Il COISP auspica che i Sindaci ed i Prefetti vigilino attentamente su quanto potrebbe accadere in quanto le associazioni di volontari, oltre ad essere perfettamente inutili per la sicurezza, costituiranno un ulteriore appesantimento per il lavoro delle Forze dell’ordine e potrebbero esporre i cittadini a rischio di aggressioni ma, cosa più grave, segneranno di fatto la rinuncia dello Stato alla gestione esclusiva e responsabile di una funzione imprescindibile, quella della “sicurezza”

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Bologna, in 200 con don Nicolini: ”I candidati sindaci dicano no alle ronde”

Cattolici, coop, associazioni, ”disobbedienti”, Cgil: un movimento ”trasversale” ha risposto ieri sera all’appello del sacerdote. Tra le proposte, le contro-ronde ”del sorriso” e la creazione di una rete civile comunale

BOLOGNA – In duecento “a casa”  di don Giovanni Nicolini per dire che qui, a Bologna, le “ronde” non le vogliono. Perché già da sola quella parola, che richiama echi del ventennio, fa paura. E per chiedere subito che anche i candidati sindaco si esprimano su questo. Appuntamento di nuovo fra un mese (il 24 marzo, “sempre qui, da me”) e folla delle grandi occasioni ieri sera nella parrocchia della Dozza, a due passi dal carcere, per tutti quelli che hanno aderito all’appello lanciato dal sacerdote dossettiano e da Roberto Morgantini della Cgil per rispondere in prima persona alla decisione del governo di autorizzare le “ronde” dei cittadini a vigilare sull’ordine pubblico delle città. E di Bologna. Un’assemblea trasversale ma ordinata, che ha mescolato una forte rappresentanza cattolica (nel salone della parrocchia, accanto ad Amelia Frascaroli anche Beatrice Draghetti, presidente della Provincia, che ha preso la parola per proporre uno spazio istituzionale dove fare incontrare associazioni, istituzioni e cittadini su questi temi), assieme al “disobbediente” Gianmarco De Pieri e Carlo Bottos del coordinamento dei Verdi. Illuminati dal neon anche la neo assessore Elisabetta Calari, i consiglieri comunali Lina Delli Quadri e Davide Ferrari, il consigliere provinciale Sergio Caserta, sindacalisti e cooperatori, operatori sociali (ma anche le redazioni di Piazza Grande e Bandiera Gialla.it) e semplici cittadini.

Tutti alla Dozza, perché richiamati  dal prete già direttore della Caritas, e che l’altro giorno ha preso carta e penna per scrivere ai giornali e denunciare il suo disagio: “Dopo il provvedimento su medici e infermieri (ma al momento non è ancora approvato, ndr) che rende legittima la delazione, con questa nuova norma – ha detto Nicolini ieri sera – si introduce come fatto lecito che un controllore possa verificare anche solo il sospetto che ha su una persona. Allora ecco perché ci  rimetteranno certamente i più poveri, chi ha la faccia segnata dalla fatica e da una vita di stenti… Il mio problema questa sera non è osteggiare una parte, ma sento il dovere di vigilare, come tutti voi, su questi temi”.

Fra trenta giorni un nuovo appuntamento, ma già ieri sera sono uscite alcune proposte concrete e altrettante provocazioni per mettere in strada una sorta di “ronde del sorriso”, prendendo in prestito dal medico-clown Patch Adams la sua esperienza con i piccoli malati terminali.

Fra tutti è girato un documento, che però non è stato letto ieri sera, stilato da Fausto Viviani (sindacalista e anima del sito Bandiera Gialla.it), in cui si propone una “rete civile comunale”, un sorta di network tra cittadini e istituzioni in grado di affrontare concretamente il problema del disagio e della sicurezza: “I soggetti che accedono a questa “rete civile comunale” –  scrive Viviani – si rendono disponibili ad indossare la spalletta di riconoscimento del progetto “Civili, solidali e sicuri” partecipando ad un corso di formazione e condividendo un protocollo di comunicazione con i servizi istituzionali. Potrebbe poi essere sperimentato un ‘Servizio civile comunale’ che dovrebbe fotografare l’insieme delle iniziative in corso, coordinare gli impegni per la sicurezza e dedicare particolare attenzione alla presenza nelle aree più sensibili del territorio. “Tutto questo – spiega Viviani – per contrastare le condizioni di solitudine e il sentimento di abbandono che stanno alla base della crescita della paura e dell’insicurezza nella parte debole della società”. (ms)

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“Solo una legge giusta rende più sicuri”
È lo slogan ribadito questo pomeriggio nell’incontro alla Camera sul ddl sicurezza (già approvato al Senato) da Fondazione Migrantes, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, Acli, Centro Astalli e Comunità Papa Giovanni XXIII. Tra gli articoli più contestati quelli che limitano i diritti della comunità familiare. Impagliazzo (Sant’Egidio): “Bisogna cambiare mentalità: la repressione non crea un reale controllo dei cittadini immigrati e la loro integrazione. Di questo passo I migliori andranno via”. Ribadite le forti critiche sulla possibilità di segnalazione degli irregolari da parte del personale medico. Marsico (Caritas): “Il ddl spingerà verso l’invisibilità”. Bocciate anche le ronde. Olivero (Acli): “Non possono essere scambiate con la partecipazione dei cittadini. Il volontariato è altra cosa”. Il 26 febbraio davanti a Montecitorio manifestazione per i diritti degli immigrati organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII.


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