PRG: siamo veramente stanchi delle vostre bufale!

Sembra che l’iter di adozione del PRG sia al capolinea forse è utile un piccolo commento.
“Il fine giustifica i mezzi” – diceva Macchiavelli. Ma nulla è condivisibile di questa Amministrazione, né i fini, né i mezzi, che hanno portato all’approvazione del nuovo PRG.
Il fine: “accontentare tutti”, parola di Falcioni. Fantastico. Ma tutti chi? Tutti quelli che hanno chiesto esplicitamente qualcosa. E cosa è stato chiesto nella maggior parte dei casi? L’edificabilità della propria terra, o la possibilità di ampliare la propria casa. Chi ha fatto questa richiesta? Le imprese che posseggono molte terre, i privati che ne possiedono un po’. Il comune ha mandato 2 anni fa 4000 lettere ad altrettante persone, per informarle, in occasione dell’adozione del nuovo PRG, dell’avvenuta edificabilità. Diciamo che queste lettere hanno fatto felice anche le famiglie delle 4000 persone. Per 2,5 componenti a famiglia, sono felici circa 10000 persone a Fano. Ed il conto è per eccesso, perché molte lettere sono partite per altri comuni, perché molte di queste 4000 persone erano comproprietarie dello stesso pezzo di terra, perché la Provincia ne ha cassate diverse. Ma gli abitanti a Fano non sono 10000: sono 65000. Significa che a 55000 persone non gli fa né caldo né freddo il fine di questo piano, nei termini di edificabilità. Queste 55000 persone hanno certamente dei bisogni. Ma altri. Alcuni sono già andati in comune ad esprimerli. Peccato che non sono andati all’ufficio urbanistica a chiederli. Sono andati ai Servizi Sociali: ho bisogno di una casa popolare, di un affitto accettabile, di un lavoro, del minimo per vivere. Sono andati ai Servizi Educativi: ho bisogno di un posto all’asilo nido o alla scuola materna per nostro figlio. Sono andati alla mobilità urbana: vorrei non infognarmi tutte le mattine nelle rotatorie a pizza che avete fatto. Vorrei trovare parcheggio, quando mi serve. Vorrei che i miei figli andassero a scuola da soli, in bicicletta o a piedi, senza rischiare ogni giorno la vita. Volendo andrei anch’io al lavoro in bicicletta, ma ditemi, come ci arrivo a Pesaro, come ci arrivo a Bellocchi, come arrivo allo Zuccherificio? Sono andati ai Lavori Pubblici: spiegatemi dove posso portare i miei figli a giocare? Dove posso fare una passeggiata? Sono andati all’ufficio Ambiente: non posso aprire le finestre, perché il rumore mi assorda ed i gas di scarico mi avvelenano. Le onde elettromagnetiche mi ammalano, i rifiuti mi sommergono. Ma l’interquartieri, ben disegnata nel piano vigente, è finita? Perché non posso percorrere le rive del Metauro come fosse un Parco, girare la mia città in bicicletta, godere dei servizi che mi spettano di diritto? Questa città, una volta tanto graziosa e vivibile, ora è il caos. La Provincia dice che ad oggi mancano 24,6 ettari di standard, cioè verde pubblico, parcheggi, scuole servizi. Chi li doveva realizzare? I costruttori? O voi? Ora mi state dicendo che finalmente, si può costruire un abbondante altro po’. Fantastico! Altri 10000 abitanti a Fano in 10 anni. Io, che faccio parte dei 55000, devo essere felice per questo? Senza parlare poi dei mezzi: basta leggere l’istruttoria della Provincia, per farsi un’idea della superficialità, l’incoerenza, la pressapocaggine, le gravi carenze documentali, l’illegittimità di molte scelte di piano. La totale mancanza di un progetto complessivo che esprima un’idea forte e lungimirante di città. Ci dite che questo piano darà una risposta alla crisi che stiamo attraversando: spiegatemi che ci potranno fare i nostri costruttori di nuove case, se oggi come oggi non riescono a vendere quelle che hanno, e sono indebitati fino al collo? Siamo veramente stanchi delle vostre bufale.


Commenti

Una risposta a “PRG: siamo veramente stanchi delle vostre bufale!”

  1. Avatar Antonio
    Antonio

    Abito a Fano da 22 anni, l’ho scelta perchè allora mi era sembrata una città vivibile, mi aveva colpito l’edificazione estesa, poco concentrata nei palazzi, come nel mio paese di origine o nelle maggiori città in cui avevo vissuto: Roma, Bologna, Firenze, Ancona. L’aumento di popolazione degli ultimi anni ne ha pregiudicato la tranquillità di prima e ha messo in luce tutti i suoi limiti. Non era, e non è, pensata per essere una città, ma un paese, mancano grandi e larghe strade che possano essere efficienti direttive di traffico. Pensate a via Fanella o via 4 novembre, parallele e alternative a via Roma, non sopportano neanche l’incrociarsi di 2 auto che viaggiano in senso opposto.
    Era una città, ed è rimasta in gran parte, priva di marciapiedi (di quelli che sono stati fatti bisogna dar merito a Carnaroli). Andava bene quando le auto in circolazione erano poche, ma adesso?
    La nostra città è l’espressione fisica di una città fatta dalle famiglie – dove ognuna ha pensato alle proprie necessità – e non da una comunità in grado di esprimere un governo che organizzi i servizi per tutti. Tante belle case, grandi a volte lussuose, ma affacciate su strade ridicole, pensate alla Paleotta che ha una viabilità estremamente penalizzante a fronte di tante belle ville.
    Ma quel che è peggio la miopia del governo cittadino è durata fino a ieri quando è stato permesso l’aumento delle unità immobiliari in stradine dove non è possibile neanche far manovra con l’auto. O quando sì è compromessa la possibilità di allargare la strada che avrebbe potuto più agilmente convogliare il maggior traffico per accontentare il privato che lì voleva costruire: pensate a via del Ponte andando verso l’ex-zuccherificio o la strada sotto il cavalca-ferrovia fra il “tiro a segno” e “Baia Metauro”.

    Tutto ciò per dire che la politica di accontentare i singoli è vecchia e, senza nulla imparare dall’esperienza, viene continuata dagli eredi di chi l’ha perseguita in passato. Il Bene Comune è un concetto più difficile degli “affari miei”.

    Grazie.

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