Area Vasta… uno specchietto per allodole

Avremmo voluto resistere ad intervenire sul tanto sbandierato successo dell’assegnazione di Fano come sede dell’Area Vasta apparso sui giornali di oggi, ma correttezza e responsabilità ci obbligano ad offrire ai cittadini fanesi alcune brevi delucidazioni. Io non so cosa possano credere i cittadini fanesi ma la questione in oggetto: “ area vasta” è un problema prettamente amministrativo, di uffici tanto per intenderci, e riguarda prevalentemente questioni di “casta”, la distribuzione territoriale dei poteri. In parole povere tutto questo non è assolutamente traducibile in migliori servizi sanitari per la nostra città. Rimangono pertanto aperte tutte le domande a cui da mesi cerchiamo risposte ed a cui i cittadini non hanno accesso minimamente, se non con gli equivoci di cui sopra.

Quale il piano aziendale che consentirebbe l’implementazione dei servizi ospedalieri di marche nord? Bo! Quale piano per supportare i servizi territoriali ( ormai alla frutta! Ma anche peggio , cosa c’è dopo la frutta?) E liste di attesa sempre in crisi?Poi le cose riguardanti l’ edilizia ospedaliera. Se è vero che ristrutturare i vecchi ospedali potrebbe costare un decimo di quanto verrebbe a costare il nuovo ospedale; da dove nasce questo bisogno? Quali conseguenze dell’ingerenza delle Fondazioni nel progetto nuovo ospedale?

“Notizie ” come quelle di oggi sono specchietti per l’allodole, guarda caso bipartisan, utili solo a distogliere l’attenzione da questi veri problemi.

Carlo De Marchi


Commenti

2 risposte a “Area Vasta… uno specchietto per allodole”

  1. Avatar Carlo De marchi
    Carlo De marchi

    scusami vito ma il tuo interventoè il classico esempio della confusione, voluta , che i nostri politici di destra e sinistra vogliono generare. Sull’”area vasta” l’analisi è corretta ( anche se mi domando, e tu lo sai meglio di me, come riusciranno a “piazzare” i 13 direttori di Zona già esistenti,pensi che gli toglieranno lo stipendio, quando mai!!?! alla faccia dei risparmi!!!!!) ma cosa cambia se questo servizio di organizzazione che dovrebbe armonizzare i servizi territoriali non più in un piccolo contesto ma su un ambito territoriale, bene mi dici che differenza fa se “gli uffici” sono a Fano ad Urbino od a Pesaro, magari a Fossombrone perchè no! Questa è solo una malattia della “casta”. Poi parliamo degli accessi esterni: la mobilità passiva dipende da carenze delle strutture organizzative e non dallo stato degli edifici, dipende dalla incapacità a togliere doppioni e controllare le attività dei dirigenti.E questo per l’atavica malattia della sanità, per cui le strutture si generano per creare posti per Primari od amici della “politica”,e non per rispondere alle esigenze del territorio; è ora di finirla con questi equivoci. Ti porto un esempio di mia competenza. Nel nostro territorio non c’è un servizio di fertilizzazione assistita (centro per la sterilità) perchè il primario che ha avuto per la organizzazione di questo servizio un milione e cinquecento euro ci ha comprato apparecchiature, neanche molto inerenti (quattro ecografi), di cui ne utilizza solo uno,ma del servizio ancora neanche l’ombra, nel frattempo le nostre coppie continuano a foraggiare centri privati e pubblici emiliano romagnoli.Non è un problema di muri ma di tecnologia e competenza e queste possono stare, come ho visto questi giorni a Belluno anche in strutture che come pavimento hanno quelle mattonelle rosse che noi mettiamo nei garage. In questo senso è grave la responsabilità dei dirigentipolitici che ancora scelgono le dirigenze più sulle “emozioni” pesonali piuttosto che reale valuitazione delle competenze del servizio che si “vorrebbe attivare”. Con affetto Carlo

  2. caro carlo, occorre verificarle le cose…ci hanno detto che l’area vasta servirà per ridurre sprechi per ripetitività organizzative all’interno di un piccolo bicchiere qual’è la ns provincia…vedremo, e se ciò si verificherà ci saranno dei risparmi di costi che credo interessino il cittadino, o no?…per l’ospedale nuovo, e unico dico io, che ben venga presto se sarà possibile accorciare i tempi…personalmente se ne fossi capace lo farei maledetto e subito, chissà che non si riesca così a diminuire la migrazione passiva verso altri nosocomi, anche vicini alla ns regione, e recuperare risorse, nel tempo certo e non subito, che possano essere destinate al territorio dove davvero avviene la guarigione, l’ospedale infatti serve a far correzione e non a guarire…ma son già cose queste dibattute e di reciproca conoscenza…i due attuali nosocomi sono fuori da ogni griglia di complessità e il cittadino vuole risposte complete e nel posto in cui vive ed è organizzata la sua vita sociale e produttiva…continueremo sempre a confrontarci con l’onestà intellettuale che sempre ci ha contraddistinti…con simpatia e la solita attenzione al territorio…bye, vito inserra…

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